L'attaccante della Juventus Edon Zhegrova si avvicina agli ultimi giorni della sessione estiva di mercato da spettatore di un'operazione che sta ridisegnando gli equilibri attorno a lui. Mentre l'allenatore della Juventus Luciano Spalletti prepara la squadra attraverso le amichevoli precampionato a Perth e gestisce le trattative che ruotano attorno a Jonathan David, Zion Suzuki, Fabio Miretti e Teun Koopmeiners, il nome di Zhegrova non figura in nessuno di questi discorsi.

Quel silenzio è eloquente. Un giocatore con un rating complessivo AI di 55 su 100 — un margine che suggerirebbe un teorico potenziale di crescita — non ha inciso sul fronte delle statistiche offensive in 18 presenze in Serie A la scorsa stagione. Zero gol, zero assist, un rating medio partita di 6.70. Per un attaccante, questi sono numeri che portano un reparto scouting a esplorare altre piste, e l'attività di mercato bianconera di questa estate ne è la lampante conferma.

Spalletti, parlando prima dell'amichevole contro il Palermo a Perth, ha elogiato Simone Inzaghi e ha toccato temi legati alla gestione della rosa, come il riposo concesso a Federico Gatti. Le dichiarazioni pubbliche del tecnico non aprono varchi sulla posizione di Zhegrova, ma il quadro generale è piuttosto leggibile. La Juventus si è piazzata sesta in Serie A con 68 punti in 37 gare — una posizione rispettabile, costruita su un solido dato difensivo di 32 reti incassate, ma un rendimento offensivo di 59 gol che ha sollevato qualche critica. Spalletti sta evidentemente cercando di affinare il reparto offensivo, e i nomi in circolazione — David, Kolo Muani, Alajbegovic — non sono pedine complementari a Zhegrova. Sono, al contrario, concorrenti diretti per la medesima posizione.

La vicenda Miretti aggiunge un ulteriore strato di contesto. La Lazio vuole il centrocampista a titolo temporaneo; la Juventus, invece, propende per una cessione a titolo definitivo. Il club non sta costruendo profondità di rosa per mero sentimentalismo. I profili che non rientrano più nel progetto tecnico vengono ceduti, e la domanda a cui Zhegrova, dati alla mano, non può dare risposta è proprio se rientri ancora in un qualche piano.

A 27 anni, Zhegrova non ha più l'età del "progetto" puro, né è sufficientemente affermato per essere considerato intoccabile. Il divario tra il suo rendimento attuale e il potenziale massimo è tangibile, ma il potenziale da solo non basta a giustificare una seconda stagione consecutiva di anonimato in un club che sta portando avanti una ricostruzione così mirata. La Juventus di Spalletti non è una squadra che si può permettere di trascinare un attaccante per altre 18 presenze senza un concreto apporto.

Se Zhegrova sarà ancora un Bianconero alla chiusura del mercato, l'onere della prova ricadrà interamente sulle sue spalle.