L'attaccante della Juventus Edon Zhegrova non era nell'undici titolare mentre i bianconeri pareggiavano 1-1 con il Milan in casa nella 3ª giornata di Serie A, un risultato che lascia la squadra di Spalletti sesta in classifica con sette punti in tre partite. Alphadjo Cisse ha aperto le marcature per il Milan prima che Federico Gatti pareggiasse in pieno recupero, negando alla Juventus una vittoria che il Milan, per stessa ammissione dell'allenatore Ruben Amorim, non meritava di subire.

Per Zhegrova, la partita è stata un altro capitolo di una stagione definita da un coinvolgimento periferico. Il 27enne è sceso in campo in due partite di Serie A nel 2024-25, senza contribuire con gol o assist, con un punteggio medio di 6,58. Un punteggio AI complessivo di 47 su 100, con un potenziale di 58, delinea il quadro di un giocatore il cui potenziale massimo i dati considerano modesto ma non ancora raggiunto — e la cui produzione attuale è ben al di sotto anche di quel potenziale massimo.

La crisi di infortuni che ha condizionato le scelte della Juventus contro il Milan — Nico Gonzalez, Randal Kolo Muani e Kerim Alajbegovic non sono tutti scesi in campo — non ha aperto una porta per Zhegrova, il che è di per sé un segnale da leggere attentamente. Quando una rosa è ridotta all'osso e un attaccante non parte titolare, la gerarchia dello staff tecnico diventa visibile senza che nessuno debba dire una parola.

Spalletti ha descritto la partita in anticipo come una che si aspettava vivace, con approcci offensivi da entrambe le parti. Il risultato di 1-1, deciso solo dal tardivo intervento di Gatti, suggerisce che la partita abbia mantenuto quella promessa in termini di ritmo, se non di chiarezza. L'esclusione di Zhegrova dalla lista UEFA per l'Europa League, confermata all'inizio di questo mese, aveva già confinato la sua stagione alla competizione domestica. Il quadro della Serie A è ora altrettanto limitato: due presenze, nessun contributo diretto e un posto da titolare che sembra appartenere ad altri.

La Juventus ha subito un solo gol in tre partite di campionato e ne ha segnati quattro, una solidità difensiva che riflette le priorità organizzative di Spalletti. Per un attaccante che opera ai margini di quella struttura, la strada per la rilevanza passa solo attraverso i minuti giocati in Serie A — e questi, finora, sono stati razionati.