Il centrocampista dell'Udinese Nicolò Zaniolo ha denunciato pubblicamente gli "insulti razzisti vergognosi" definiti così dal club, rivolti al compagno Keinan Davis durante il match di Serie A contro il Cagliari. Sia il giocatore che l'Udinese hanno emesso dichiarazioni il 10 maggio 2026, indicando un elemento del Cagliari come responsabile dell'abuso.
Questa presa di posizione supera l'episodio in sé. Zaniolo sta investendo questa stagione nel rilancio di una carriera che, per sua ammissione, era arrivata a un bivio proprio all'Udinese. Il suo intervento diretto e deciso rivela il ruolo che ha assunto nella formazione di Kosta Runjaić: non un comprimario che si limita a occupare spazi, bensì un leader che porta il peso del gruppo sulle spalle.
I dati lo confermano. In 32 apparizioni in Serie A quest'anno, l'ex romanista ha timbrato il cartellino con cinque reti e sei passaggi decisivi, sfiorando una media voto di 6,80. Per chi è sbarcato a Udine con l'urgenza di reinventarsi, questi numeri parlano di un calciatore che ha trovato il suo habitat ideale. I friulani occupano il decimo posto con 50 punti in 36 gare: una solida zona di centro classifica, dove lui è stato un punto fermo.
La sua accusa sui social, lanciata insieme a Davis e puntata sul giocatore del Cagliari in questione, ha innescato una reazione ferma da parte del Corriere dello Sport. Il giornale ha riportato che entrambi i bianconeri hanno citato l'avversario per nome, spingendo i club a emettere comunicati ufficiali. Il messaggio dell'Udinese è stato inequivocabile: "insulti razzisti vergognosi" non lascia spazio a eufemismi.
A inizio mese, Zaniolo aveva parlato a cuore aperto della sua annata, bollando l'Udinese come la sua "ultima chance" e riconoscendo che sentirsi parte di un progetto autentico lo ha motivato a caricarsi di più responsabilità. L'episodio con Davis, in modo inquietante, è l'estensione di quell'impegno: lui non è un passeggero in questa storia.
Ora, la Lega valuterà se avviare procedimenti disciplinari formali.