L'attaccante della Lazio Mattia Zaccagni è andato a segno nella vittoria per 6-0 dei biancocelesti in pre-campionato contro la Flaminia Civita Castellana, formazione di Serie D, a Formello il 27 luglio. Il suo gol ha contribuito a un'esuberante prova offensiva della squadra, che ha visto ben sei marcatori differenti timbrare il cartellino sotto la guida del nuovo tecnico Gennaro Gattuso.
La rete in sé rappresenta l'aspetto meno significativo della storia. Un attaccante di 31 anni che gonfia la rete contro un'avversaria di quarta serie in un'amichevole estiva offre ben pochi indizi sulla sua condizione fisica, sul suo stato di forma generale o sulla sua collocazione nel sistema di gioco in evoluzione di mister Gattuso. Quel che conta è il contesto che lo avvolge: una società in fase di transizione, un nuovo tecnico con precise idee tattiche e un calciatore la cui stagione 2025-26 – con tre gol e zero assist in 26 apparizioni in Serie A – ha sollevato legittimi interrogativi sul suo effettivo rendimento in relazione al suo potenziale.
Il calciatore ha un rating AI complessivo di 75/100, con un potenziale massimo stimato di 72. Una combinazione che suggerisce un profilo di giocatore già al vertice del proprio potenziale, piuttosto che uno ancora in fase di crescita. La Lazio, dal canto suo, ha terminato la Serie A al nono posto, raccogliendo 51 punti in 37 gare, con un bilancio di 13 successi, 12 pareggi e altrettante sconfitte, e un totale di 39 reti all'attivo contro 39 subite. Una simmetria perfetta tra fase offensiva e difensiva, che delinea una squadra né dominante né in crisi profonda, ma semplicemente ancorata al centro della classifica senza reale convinzione.
Per l'ala biancoceleste, il cambio di guida tecnica da Maurizio Sarri a Gattuso non rappresenta un mero avvicendamento amministrativo. Il "sarrismo" richiedeva specifici schemi di movimento ai calciatori esterni d'attacco, dinamiche che il numero 20 aveva avuto anni per assimilare. L'approccio di Gattuso si distingue per essere più diretto, fisico e, tipicamente, meno propenso a premiare i giocatori che preferiscono agire nei mezzi spazi rispetto ai corridoi esterni. Se il trentunenne di Cesena saprà adattarsi a questo nuovo modello è la vera domanda a cui il precampionato dovrà dare risposte concrete.
Il netto 6-0 contro la Flaminia, e soprattutto la circostanza che ben sei elementi diversi siano andati in gol, potrebbe essere interpretato come un segnale che il tecnico stia distribuendo le responsabilità offensive su più interpreti all'interno della rosa, anziché affidarsi unicamente a nomi già affermati. La rete dell'ex Verona lo mantiene in vetrina, ma la visibilità a luglio non è sinonimo di indispensabilità a settembre.
L'intensa attività di mercato che circonda il club aggiunge un ulteriore elemento di incertezza. I biancocelesti si stanno muovendo con decisione sul fronte mercato, con diverse opzioni offensive sondate nelle ultime settimane, e l'assetto d'attacco della squadra è ancora in piena fase di definizione. La collocazione di Zaccagni in questa configurazione finale – sia come titolare inamovibile, come pedina di rotazione, o addirittura come un profilo la cui cessione sia in fase di valutazione – è un interrogativo che le prossime settimane di preparazione inizieranno a sciogliere.
A 31 anni, con un'annata caratterizzata da rendimenti non esaltanti alle spalle e un nuovo allenatore che non ha ancora svelato pubblicamente le sue gerarchie, Zaccagni si appresta ad affrontare la stagione 2025-26 con molto più da dimostrare di quanto la sua consolidata reputazione potrebbe far pensare.