L'attaccante della Lazio Mattia Zaccagni si avvicina alla conclusione della stagione come una delle poche certezze in un club dove quasi tutto il resto è in divenire. A 30 anni, con un bottino di tre reti in 26 apparizioni in Serie A e un rating medio di 7.00, l'ala biancoceleste ha garantito continuità di rendimento, pur non brillando per prolificità. E in un'estate che si preannuncia turbolenta, segnata dalle voci sulla proprietà, da un potenziale esodo di portieri e dalla necessità di una ricostruzione difensiva, tale costanza acquista un valore significativo.
Il quadro è chiaro: la Lazio ha chiuso al nono posto con 51 punti in 37 giornate, registrando un bilancio di 13 vittorie, 12 pareggi e 12 sconfitte, con 39 reti all'attivo e altrettante subite. Una tale simmetria – perfettamente bilanciata tra fase offensiva e difensiva, senza mai minacciare seriamente le posizioni europee né scivolare in zona retrocessione – descrive con precisione la stagione del club. L'esterno offensivo non ha certo trascinato i biancocelesti verso l'alto, ma nemmeno è sparito dai radar. Il suo rating medio di 7.00 in 26 gare è un indicatore di un calciatore che svolge il proprio compito con diligenza in una formazione che non ha mai ingranato la marcia superiore.
Il fermento attorno alla società è profondo. Il portiere Ivan Provedel è oggetto di un serio interessamento da parte dell'Inter, che mira a colmare il vuoto lasciato da Yann Sommer. I capitolini stanno inoltre vagliando diverse opzioni per il reparto difensivo, a seguito della situazione di Alessio Romagnoli, con Coppola tra i profili sondati. Il presidente del club Claudio Lotito ha pubblicamente e con enfasi smentito le indiscrezioni su una possibile cessione della Lazio, ribadendo in modo inequivocabile la sua intenzione di mantenere saldamente il controllo. Nel frattempo, il calendario di Serie A per la stagione 2026-27 è già stato reso noto, con le date dei derby della Capitale già fissate.
Anche per il numero 20, il quadro tecnico è mutato. Sulle nostre colonne si era già menzionato l'arrivo di Gennaro Gattuso nelle discussioni a Formello; tuttavia, i dati verificati ora confermano Maurizio Sarri come capo allenatore. Questo è il nome che conta ai fini della pianificazione, e il suo peso è considerevole. Il sistema del tecnico toscano richiede un movimento intelligente dagli esterni d'attacco – disciplina posizionale, inneschi del pressing e la capacità di combinare negli spazi stretti. Il profilo del calciatore si sposa con questo impianto tattico, ma tre reti in 26 gare rappresentano un bottino che la Lazio di Sarri dovrà necessariamente incrementare se l'obiettivo è risalire la classifica e non accontentarsi del nono posto.
Il suo rating complessivo AI, pari a 75 su 100, con un potenziale massimo di 72, delinea un profilo di giocatore al suo apice o comunque molto vicino: esperto, affidabile, non certo una scommessa per il futuro. A 30 anni, il giocatore non è un elemento da "sviluppare" ma da "impiegare" e far rendere al meglio. La vera questione per Maurizio Sarri è se la rosa che si sta delineando attorno all'esterno offensivo – con il portiere Provedel che potrebbe salutare e la spina dorsale difensiva in piena revisione – gli fornirà la piattaforma ideale per incidere maggiormente nella trequarti avversaria.
L'estate biancoceleste si preannuncia densa di eventi. Il compito del calciatore laziale sarà quello di rappresentare la costante silenziosa, un punto fermo, quando le acque si saranno calmate.