La Fiorentina si è imposta per 4-2 allo Stadio Pierluigi Penzo, e il divario è stato costruito in un singolo, micidiale minuto – tra il 29' e il 30' – quando il centrocampista della Fiorentina, Franco Mastantuono, ha siglato una doppietta in rapida successione per ribaltare l'iniziale vantaggio del Venezia e consegnare alla formazione di Paolo Vanoli un vantaggio che i veneti non avrebbero più saputo colmare.
L'attaccante del Venezia Akor Adams, servito da Gianluca Busio, aveva illuso i padroni di casa al 22', un vantaggio che, seppur brevemente, aveva fatto credere alla squadra di Giovanni Stroppa di poter finalmente centrare un risultato utile dopo le prime tre giornate di Serie A, tutte a secco. Una fiducia durata appena sette minuti. Mastantuono ha ristabilito la parità al 29', su assist di Álex Jiménez, per poi firmare immediatamente il sorpasso al 30' con il passaggio decisivo di Beto. Due reti in sessanta secondi che hanno annullato ogni certezza strutturale accumulata dai lagunari. Busio, architetto della rete del momentaneo vantaggio, è stato richiamato in panchina al 44', prima del duplice fischio, una sostituzione che ha costretto i padroni di casa a riorganizzarsi nel peggiore momento possibile.
Mastantuono è il nome che rimarrà scolpito nella memoria di questa partita. L'esterno viola ha messo a segno una tripletta – al 29', 30' e 84' – ed è stato rilevato solo all'89', a risultato ormai acquisito. Le prime due marcature sono arrivate in quella raffica micidiale a cavallo dell'intervallo; il terzo, non su assist secondo le statistiche, è giunto a sei minuti dalla fine, fissando il risultato definitivo. Una tripletta in una singola partita è già di per sé degna di nota; una in cui due delle tre reti arrivano a sessanta secondi di distanza l'una dall'altra è il genere di exploit che definisce un intero pomeriggio. La serata dell'attaccante argentino ha racchiuso tutto ciò di cui la Fiorentina necessitava: immediatezza, cinismo e la capacità di finalizzare quando l'assetto della formazione avversaria era ancora scosso dal primo colpo subito.
Il problema del Venezia non risiedeva tanto nel subire gol, quanto nella loro sequenza. La rete del vantaggio di Adams al 22' era il tipo di marcatura capace di infondere stabilità a una squadra reduce da tre sconfitte consecutive, e per sette minuti era parso che la formazione di Stroppa potesse conservare il risultato. Invece, il repentino crollo di due reti prima del riposo ha trasformato la ripresa in un esercizio di contenimento dei danni. Il subentrato Mateo Pellegrino ha allungato il vantaggio sul 3-1 al 66', servito dal centrocampista della Fiorentina Nicolò Fagioli, e la rete di Antoine Hainaut all'86' – su assist di Ridgeciano Haps – è stato l'unico sprazzo di consolazione in una ripresa ormai compromessa. Il Venezia ha rimediato due ammonizioni contro l'unica della Fiorentina, e le cinque sostituzioni dei padroni di casa non sono riuscite ad alterare il problema di fondo: una retroguardia che aveva incassato sette gol nelle sue prime tre partite di campionato ne ha subiti altri quattro qui.
Il contesto del momento di forma rende questo risultato interpretabile per entrambe le formazioni, seppur in modi differenti. Il Venezia si è presentato a questa partita ancora a secco di punti dopo le prime tre giornate di Serie A, con sette reti incassate in quel periodo, e ora conta cinque sconfitte consecutive tra tutte le competizioni senza aver mosso la classifica. La Fiorentina, sulla carta, non versava in condizioni migliori – anch'essa a quota zero punti dopo tre turni di campionato, con ben nove gol subiti nel medesimo arco temporale – ma questo risultato ne cambia immediatamente la traiettoria. Nelle ultime tre uscite, inclusa questa, la compagine di Vanoli ora vanta una vittoria, cinque reti segnate e sette subite: i dati difensivi continuano a destare preoccupazione, ma la produzione offensiva mostrata qui è stata la più incisiva che abbiano espresso in campionato in questa stagione.
Tra un mese, questa sfida sarà ricordata come il pomeriggio in cui Franco Mastantuono ha trasformato una partita tra due formazioni in difficoltà in una personalissima dimostrazione del potenziale offensivo della Fiorentina.