La Lazio ha lasciato lo Stadio Pierluigi Penzo con una vittoria per 0-2 sul Venezia, un risultato che ha preso forma in un intervallo decisivo di nove minuti a cavallo dell'ora di gioco. Un frangente iniziato con la migliore occasione del Venezia e terminato con la Lazio in doppio vantaggio, tale da non dare mai l'impressione di poter perdere il controllo della gara.

Il momento chiave è giunto al 17° minuto. L'attaccante del Venezia John Yeboah si è presentato sul dischetto per calciare un rigore, ma ha fallito la trasformazione. È stata questa l'opportunità più chiara che la squadra di Giovanni Stroppa sarebbe riuscita a creare nell'intera serata. Quel penalty non concretizzato non è semplicemente costato un gol; ha precluso l'unica via realistica per una squadra, ancora a zero punti dopo quattro giornate di Serie A, per poter imbastire una reazione. La Lazio, indisturbata, ha gestito il primo tempo ed è rientrata per la ripresa con la sua struttura intatta. Al 51° minuto, l'attaccante della Lazio Mattia Zaccagni ha trasformato a sua volta un calcio di rigore, sbloccando le marcature. Nove minuti dopo, Tijjani Noslin ha raddoppiato il vantaggio, finalizzando un assist di Nuno Tavares. Sul 0-2 e ormai vicini all'ora di gioco, la partita era virtualmente decisa.

Il gol di Noslin è stato quello che ha chiuso definitivamente la contesa, ed è arrivato al momento giusto per la Lazio di Ivan Gattuso, proprio quando il Venezia avrebbe potuto riorganizzarsi dopo aver subito la prima rete. L'assist di Tavares, operante dalla corsia difensiva sinistra, ha fornito l'ampiezza e un cross che la formazione del Venezia non ha saputo contenere. Noslin è stato sostituito al 77° minuto, il suo compito assolto, rimpiazzato da Andrea Pinamonti mentre il tecnico Gattuso ha gestito liberamente i cinque cambi nell'ultimo quarto di gara.

Per il Venezia, il rigore sbagliato da Yeboah è l'episodio che ha segnato la serata. La squadra di Stroppa aveva subito undici gol nelle quattro precedenti partite di Serie A, e la fragilità difensiva era già evidente. Ma l'errore al 17° minuto ha eliminato l'unico scenario – un vantaggio, per quanto esiguo – che avrebbe potuto mettere in difficoltà la Lazio. Ciò che è seguito, invece, è stata una prestazione disciplinata dei biancocelesti contro una squadra di casa che ha collezionato sei cartellini gialli ed è diventata sempre più disordinata con il passare dei minuti: ammonizioni per Kike Pérez al 29°, Juan Jesus al 59°, Thierry Correia al 74° — sostituito poi due minuti dopo — e ulteriori cartellini per Toni Fernández al 90°, Joel Schingtienne al 90'+1 e Matias Moreno al 90'+2. L'escalation di ammonizioni è eloquente sul nervosismo di una squadra sotto pressione e senza la calma necessaria per gestirla.

La Lazio era arrivata al Penzo forte di dieci punti nelle prime quattro partite di Serie A, frutto di tre vittorie e un pareggio. Questo risultato estende la striscia di imbattibilità e aggiunge altri tre punti a una squadra che ha subito solo tre gol in campionato in quelle quattro gare. Il Venezia, al contrario, era arrivato senza punti, senza vittorie e senza pareggi dalle sue quattro partite di Serie A, avendo subito undici gol. La netta differenza di percorso tra le due squadre era già evidente nella cronaca della gara ben prima del fischio finale: la Lazio non ha ricevuto cartellini gialli; il Venezia ne ha ricevuti sei.

Un rigore sbagliato e un rigore concesso: tra questi due momenti, il quadro generale della stagione del Venezia finora è stato confermato, anziché messo in discussione.