L'Inter vince 2-0 a Venezia: due autogol decidono una serata di controllo tattico
L'Inter ha abbandonato lo Stadio Pierluigi Penzo con una vittoria per 0-2 ai danni della Venezia, e il margine è stato ottenuto nel modo più clinico possibile: due autogol nel giro di tre minuti, entrambi nell'ultimo quarto di gara, entrambi arrivati dopo che la squadra di Chivu aveva già compiuto il duro lavoro di soffocare ogni velleità offensiva veneziana.
Il momento cruciale della partita non è arrivato al 79' o all'82' ma al 29', quando un gol della Venezia di Lion Lauberbach è stato annullato dal VAR. L'annullamento ha significato che i padroni di casa, che avevano costruito quello che sembrava essere un vantaggio, sono stati rispediti al punto di partenza — e non hanno mai trovato un altro modo per passare. Quel ribaltamento, invisibile nel risultato finale, è stata la cerniera su cui il pomeriggio ha girato.
L'allenatore dell'Inter Cristian Chivu ha effettuato tre sostituzioni all'intervallo, portando in campo Manuel Akanji, Hakan Çalhanoğlu e Nicolò Barella simultaneamente. Il triplo cambio ha completamente rimodellato la fisionomia del secondo tempo. Il centrocampista dell'Inter Barella è stato ammonito al 56' — segno di quanto fosse protagonista nella gara — ma la presa nerazzurra sulla partita si è solo stretta da quel momento in poi. Quando il difensore della Venezia Matias Moreno ha deviato il pallone nella sua stessa porta al 79', i nerazzurri hanno ottenuto il vantaggio. Il difensore lagunare Redouane Halhal ha seguito al 82', raddoppiando il vantaggio con un altro autogol. Due gol, tre minuti, entrambi involontari: il risultato aveva una simmetria crudele.
Il singolo protagonista decisivo nella vittoria dell'Inter è più difficile da isolare con precisione perché i contributi risolutivi erano, tecnicamente, della stessa Venezia. Ma il triplo cambio all'intervallo di Chivu — tre titolari sostituiti contemporaneamente, inclusa l'introduzione di Çalhanoğlu e Barella — è stato l'intervento che ha trasformato la texture della gara. La presenza del mediano nerazzurro a centrocampo, anche mentre riceveva un cartellino giallo, ha dato all'Inter una qualità diversa di controllo nella ripresa. I gol che sono seguiti sono stati la conseguenza della pressione sostenuta che i cambi hanno reso possibile.
La serata della Venezia è stata caratterizzata da ciò che non ha potuto mantenere. L'annullamento del VAR al 29' è stato il momento più crudele, ma la squadra di Davide Nicola era arrivata a questa gara avendo conquistato tre punti nelle ultime cinque partite, e la fragilità strutturale era già evidente. Quattro sostituzioni nel corso della ripresa — Busio al 61', Bašić e Yeboah al 68', Haps al 76' — suggerivano che Nicola stava cercando qualcosa che l'organico non poteva fornire. Il Venezia ha concluso la sfida senza marcature dalla propria parte e con due segnate contro di loro dai loro stessi giocatori: il risultato non è una distorsione della prestazione, è un ritratto accurato di una squadra sotto seria pressione.
L'Inter era arrivata al Penzo avendo vinto quattro e pareggiato una delle ultime cinque partite, concedendo solamente sette gol in quella serie. Questo risultato estende quella sequenza senza interruzione: i Nerazzurri hanno ora vinto tre partite consecutive, mantenendo il totale di gol subiti in quelle tre gare a due. La Venezia, al contrario, ha conquistato tre punti nelle ultime cinque, e questa sconfitta — aggiunta al ko a Genova tre giorni prima — significa che le ultime tre partite hanno prodotto una vittoria, nessun pareggio e due sconfitte. La traiettoria non sta migliorando.
Tra un mese, questa partita sarà ricordata come il pomeriggio in cui la Venezia ha segnato due volte per l'Inter.