L'Udinese ha rimontato e superato il Venezia per 2-1 in Coppa Italia al Bluenergy Stadium. I friulani hanno ribaltato l'iniziale svantaggio tra il 34° e il 53° minuto, mantenendo poi il controllo della gara. Un risultato, quest'ultimo, frutto di quella solidità strutturale che la formazione di Kosta Runjaić ha saputo elevare a tratto distintivo nelle prime settimane della stagione.
L'esterno del Venezia Richie Sagrado ha sbloccato il match al nono minuto, e per un breve periodo i lagunari sembravano in grado di amministrare il vantaggio. La situazione è cambiata bruscamente quando il difensore dell'Udinese Nicolò Bertola ha ricevuto un cartellino giallo all'11° – solo due minuti dopo il gol ospite – ed è stato successivamente sostituito all'intervallo da James Abankwah. Che la sostituzione fosse precauzionale o tattica, l'effetto è stato il medesimo: l'Udinese si è ricompattata e ha alzato il proprio baricentro. Il gol del pari è arrivato al 34° minuto, su assist del centrocampista dell'Udinese Mërgim Vojvoda, spostando definitivamente il baricentro della partita.
La rete del sorpasso è arrivata otto minuti dopo l'inizio del secondo tempo. Con i bianconeri già sul pareggio, il gol è stato siglato su assist accreditato all'attaccante dell'Udinese Keinan Davis, portando il risultato sul 2-1. L'inglese è stato poi sostituito al 60° minuto da Idrissa Gueye, una mossa che ha sottolineato come Runjaić stesse amministrando le proprie risorse piuttosto che inseguire un terzo gol. Il vantaggio dell'Udinese è stato mantenuto attraverso un finale concitato, caratterizzato da numerosi cambi da entrambe le parti, e il punteggio non è più cambiato.
L'assist di Davis per il gol vittoria è stato il gesto decisivo che ha sbloccato la contesa. L'attaccante era subentrato in una linea d'attacco che aveva già mostrato la sua capacità di essere incisiva – l'Udinese aveva segnato tre gol contro il Monza nella precedente uscita di Serie A – e il suo contributo è stato un coinvolgimento determinante, tale da giustificare un ruolo da titolare in una competizione di coppa. La sua sostituzione sette minuti dopo il gol è un dato privo di motivazioni esplicite, ma la tempistica suggerisce che il tecnico friulano avesse già visto abbastanza dal suo numero nove per sentirsi tranquillo nel gestire la rotazione.
La formazione di Giovanni Stroppa ha mostrato un'iniziale intraprendenza – il gol di Sagrado era autentico, non un regalo – ma l'incapacità di raddoppiare o, in seguito, di reagire al pareggio dell'Udinese, ha rivelato una fragilità che ha caratterizzato il loro inizio di stagione. I veneti hanno effettuato cinque sostituzioni negli ultimi venti minuti, incluso l'ingresso di Akor Adams all'82° minuto, ma i cambi sono giunti troppo tardi e in un arco di tempo troppo ristretto per cambiare le sorti del match.
Lo stato di forma dell'Udinese nelle ultime quattro partite – tre vittorie e un pareggio – racconta la storia di una squadra che sta trovando la giusta quadratura tra le diverse competizioni. Sette punti nelle ultime tre uscite, con sei gol segnati, suggeriscono un reparto offensivo efficace e una rosa profonda, capace di gestire le rotazioni senza intaccare la competitività. Il Venezia, al contrario, ha ottenuto tre punti nelle ultime quattro gare e ha subito otto gol a fronte di quattro realizzati in questo periodo, un andamento che impone riflessioni da parte di Stroppa prima che il calendario del campionato si intensifichi.
Tra un mese, questa partita sarà ricordata come la prova del nove per l'Udinese, la conferma che il suo inizio di stagione non è un miraggio: hanno subito un gol a freddo, hanno dovuto gestire un'ammonizione pesante in difesa e hanno comunque saputo trovare la via della vittoria.