L'Udinese e il Como si sono spartiti la posta in palio alla Dacia Arena sabato, sul risultato di 1-1, dopo che Anastasios Douvikas ha ristabilito la parità rispetto al gol di apertura di Hassane Kamara nel primo tempo, con una rete arrivata nove minuti dopo l'inizio della ripresa. Né l'Udinese di Kosta Runjaić né il Como di Cesc Fàbregas sono poi riusciti a trovare il guizzo vincente, e il pareggio rispecchia fedelmente l'andamento di una gara che ha trovato il suo punto di svolta all'intervallo.

La rete del vantaggio è giunta al 29', un minuto dopo che il centrocampista dell'Udinese Jakub Piotrowski era stato ammonito — una sequenza che lasciava intendere un'Udinese al limite della propria lucidità. Jürgen Ekkelenkamp, impiegato in posizione più avanzata, ha fornito l'assist, e Kamara ha concretizzato per portare in vantaggio i padroni di casa. Il fatto che Kamara — un difensore di ruolo — sia stato il marcatore sottolinea come la struttura tattica di Runjaić possa generare gol anche da fonti inattese. Il coinvolgimento di Ekkelenkamp è stato il trait d'union creativo nei migliori frangenti del primo tempo dell'Udinese, e il suo 7.3 in 85 minuti ha rispecchiato un contributo più costante che spettacolare.

Il secondo snodo decisivo è arrivato all'intervallo, quando il Como ha operato una doppia sostituzione. Fàbregas ha richiamato Máximo Perrone e Martin Baturina, gettando nella mischia Lucas Da Cunha e Assane Diao. L'effetto è stato immediato: nel giro di nove minuti dalla ripresa, il Como aveva ristabilito la parità. Douvikas, attaccante del Como, ha siglato il gol del pareggio al 54' senza l'ausilio di un rigore o di un'autorete — una conclusione diretta che ha premiato l'aggiustamento tattico degli ospiti.

Kamara è stato il protagonista individuale più in evidenza del pomeriggio. Il difensore dell'Udinese ha chiuso con un 7.9 in pagella — il più alto in campo a pari merito con l'estremo difensore Maduka Okoye — e il suo gol è stato l'unico lampo della partita a dividere le due squadre. Il fatto che un centrale o un esterno basso sia stato l'elemento offensivo più incisivo dell'Udinese all'esordio in Serie A è o una testimonianza del fluido impianto tattico di Runjaić o un punto di domanda sulle soluzioni offensive della squadra. Idrissa Gueye, schierato attaccante nell'undici iniziale, è stato rilevato al 72', e Nicolò Zaniolo ha lasciato il campo al 90', entrambi sostituiti senza aver messo a referto gol o assist.

Il Como, dal canto suo, si è mostrato disciplinato pur senza dominare. Trevoh Chalobah è stato il loro giocatore di movimento con il miglior voto, un 7.7, il che la dice lunga sul suo rendimento: un difensore centrale che ha fatto da perno alla struttura difensiva mentre gli uomini d'attacco faticavano ancora a trovare la giusta quadra. Gli ospiti non hanno subito ammonizioni in 96 minuti — un netto contrasto con le tre dell'Udinese — e la loro lucidità sotto pressione era evidente. Ciò che è mancato loro è stato il gol del raddoppio quando l'inerzia della gara era dalla loro parte dopo il pareggio di Douvikas. Nico Paz è stato sostituito all'89' insieme a Yan Couto, e Maxence Caqueret è subentrato troppo tardi per poter incidere sull'esito.

Entrambi i club iniziano la loro campagna in Serie A con un singolo punto dalla gara d'esordio. L'Udinese, il cui unico altro risultato a referto è una vittoria in Coppa Italia contro il Padova, porta avanti la consapevolezza che la propria unità difensiva può contribuire con gol, ma che la propria linea d'attacco deve ancora sbloccarsi in campionato.

Tra un mese, questa partita verrà ricordata come il pomeriggio in cui l'intervento di Fàbregas all'intervallo ha trasformato una situazione di svantaggio in un punto — e come un promemoria che in Serie A, l'intervallo può essere tanto decisivo quanto qualsiasi singolo episodio in campo.