Lecce sconfigge nettamente l'Udinese al Bluenergy

Il Lecce si è presentato allo Stadio Bluenergy reduce da un solo successo nelle ultime cinque giornate e se ne è andato con un rotondo 0-3 deciso già prima dell'intervallo, costruito su due reti nei primi 33 minuti e il collasso strutturale di un'Udinese che non vinceva in Serie A da quattro tentativi.

Kialonda Gaspar, difensore giallorosso, ha sbloccato il risultato all'11' su assist di Antonino Gallo — un gol arrivato abbastanza tempestivo da riconfigurare subito la giornata. L'Udinese, che aveva subito dieci marcature nelle ultime quattro sfide di campionato prima del fischio d'inizio, operava già senza margine per uno start lento. Non lo ha avuto. Konan N'Dri ha raddoppiato al 33', passaggio decisivo di Tiago Gabriel, e il baricentro della contesa si è spostato dall'esito alla limitazione dei danni. Tutte e tre le reti del Lecce sono arrivate dal gioco aperto, senza necessità di rigori o autogol.

L'episodio più significativo della ripresa non è stato un gol, bensì la sua assenza. Jakub Piotrowski, inserito al 45' fra i tre cambi simultanei dell'Udinese effettuati all'intervallo, si è visto annullare una rete dal VAR al 59'. L'intervento ha evidenziato la crudeltà particolare della loro striscia negativa: persino i brevi cenni di reazione sono stati cancellati. Jamil Siebert, lanciato dall'allenatore del Lecce Eusebio Di Francesco all'82', ha chiuso i conti all'86' — il tris è giunto come ratifica piuttosto che colpo di scena.

Il rendimento di N'Dri merita attenzione specifica. L'attaccante salentino ha firmato la rete del raddoppio al 33' ed è rimasto sufficientemente protagonista da far interpretare il suo cambio all'82' come rotazione consapevole e non necessità tattica. La sua marcatura, su filtrante di Gabriel, è arrivata quando l'Udinese manteneva ancora la capacità teorica di reagire; invece ha di fatto chiuso i conti con 57 minuti ancora da giocare.

La situazione dei friulani sotto la guida di Kosta Runjaić non è complicata da descrivere, solo scomoda da leggere. Non raccoglievano punti da quattro gare di Serie A prima di questo turno. Il triplo cambio all'intervallo — Arizala per Kamara, Piotrowski per Zarraga, Palma per Alaba — rifletteva l'urgenza di chi aveva subito tre gol prima della pausa, ma i movimenti hanno prodotto solo l'annullamento del VAR. L'unico giallo della squadra friulana, mostrato a Hassane Kamara al 43', ha preceduto il suo immediato ritiro al 45'. La compagine casalinga non ha segnato, non ha ottenuto rigori, non ha rimediato espulsioni nell'arco dei 90 minuti; il passivo non era una distorsione.

Il Lecce è entrato in questa sfida con un solo successo nelle ultime cinque in tutte le competizioni, dettaglio che cela però un elemento rilevante: le sue due vittorie in quella finestra includono oggi, e il margine 0-3 rappresenta il risultato più persuasivo del periodo. Negli ultimi tre impegni incluso oggi, i salentini hanno segnato quattro volte e subito cinque — un bilancio difensivo che Di Francesco vorrà affrontare, sebbene la produttività offensiva al Bluenergy suggerisca che il reparto stia ingranando. L'Udinese, nelle ultime cinque gare inclusa questa sconfitta, ha messo a segno cinque gol e ne ha incassati tredici.

Fra un mese, questa partita resterà nella memoria come il pomeriggio in cui il Lecce si è presentato da un'Udinese in difficoltà e ha vinto per tre senza ricorrere a rigori o provvidenze del caso — netto, efficiente, e deciso molto prima del triplice fischio.