Quattro punti in cinque partite: è questo il comune denominatore tra Torino e Udinese alla vigilia della sfida di lunedì sera allo Stadio Olimpico Grande Torino, ma la simmetria finisce qui. Il Torino, allenato da Ignazio Abate, si trova al quattordicesimo posto; l'Udinese, sotto la guida di Kosta Runjaić, è tredicesima per un soffio. Per entrambi i club, questa è la tipica gara che può ridisegnare gli equilibri iniziali di una stagione: una vittoria qui garantirebbe un po' di ossigeno e un appiglio in classifica; un'altra sconfitta accentuerebbe un trend già preoccupante.

Il Torino di Abate è stato inconsistente in maniera difficile da interpretare. Le ultime cinque uscite in tutte le competizioni hanno registrato una vittoria, un pareggio e tre sconfitte, con quattro reti all'attivo e sette al passivo. Il dato incoraggiante è che le ultime tre gare – una vittoria, un pareggio, una sconfitta – suggeriscono un principio di stabilizzazione piuttosto che un continuo scivolamento. In Serie A in particolare, lo stesso arco di tre partite presenta un bilancio identico: tre gol fatti, quattro subiti. La vittoria a Firenze (Fiorentina 1-2 Torino) e il pareggio a Bologna (Bologna 1-1 Torino) dimostrano che questa squadra può strappare punti su campi ostici, ma i ko interni contro la Roma (Torino 0-2 AS Roma) e in Coppa Italia contro il Monza (Torino 0-1 Monza) mettono a nudo una fragilità all'Olimpico Grande Torino che non sarà sfuggita ai friulani.

I numeri dell'Udinese raccontano una storia più cruda. Le ultime cinque partite in tutte le competizioni hanno fruttato due vittorie e tre sconfitte, ma le ultime tre – tutte uscite con una sconfitta, otto reti incassate e quattro all'attivo – delineano una parabola discendente difficilmente occultabile. La squadra di Runjaić ha subito cinque gol contro l'Inter (Inter 5-3 Udinese), poi è stata battuta in casa dalla Lazio (Udinese 1-2 Lazio), e successivamente è capitolata tra le mura amiche contro il Cagliari (Udinese 0-1 Cagliari). La casella delle reti subite – undici in cinque giornate di Serie A – suona come il campanello d'allarme più fragoroso. L'Udinese può segnare, come dimostrato dalla vittoria per 3-2 a Monza (Monza 2-3 Udinese), ma la sua fase difensiva si è rivelata fin troppo permeabile da vanificare ogni contributo offensivo.

Il bilancio dei precedenti aggiunge un'ulteriore ombra di pressione sul Torino. Nei due incontri tra queste squadre registrati negli archivi, l'Udinese ha vinto entrambi. La storia non è destino, ma è contesto, e i granata di Abate dovranno tirare fuori una prestazione che non sono riusciti a mettere in campo negli ultimi incroci con i bianconeri.

Il duello tattico da osservare è tra la capacità realizzativa dell'Udinese – che ha segnato otto gol in cinque partite di Serie A, il numero più alto tra le due formazioni – e la solidità difensiva interna del Torino. I piemontesi hanno incassato otto reti in cinque uscite di Serie A, quindi nessuna delle due retroguardie brilla per affidabilità. La squadra che imporrà per prima la propria fase di non possesso detterà probabilmente il canovaccio tattico. La disponibilità dei friulani a non rinunciare a proporre gioco suggerisce che non si rintaneranno in difesa, il che potrebbe aprire varchi per le ripartenze del Torino – le stesse transizioni offensive che hanno funzionato a Firenze.

Il tallone d'Achille del Torino è il suo score interno: due sconfitte in due sfide casalinghe in tutte le competizioni in questa stagione, subendo tre gol senza risposta. La fragilità dell'Udinese risiede nella sua struttura difensiva – tre sconfitte consecutive con otto reti al passivo in quel periodo. Nessuna delle due squadre ha le difese per poter gestire una partita d'usura.

Il nodo della contesa sarà quale delle due fragilità difensive verrà esposta per prima. La serie di tre sconfitte consecutive dell'Udinese, tutte senza porta inviolata, suggerisce che la loro retroguardia è quella che scricchiola maggiormente al momento. Le difficoltà casalinghe del Torino sono reali, ma la tendenza alla stabilizzazione della forma e l'incentivo di invertire la tendenza nei precedenti fanno propendere con decisione per un successo granata – probabilmente una partita tirata e ricca di gol. Una affermazione interna per 2-1 è il risultato più probabile, con il potenziale offensivo dell'Udinese che esclude che la partita si concluda a reti inviolate.