Tre vittorie su tre, dieci reti all'attivo e una sola subita: la Roma si presenta all'Olimpico Grande Torino come la formazione più convincente nelle prime settimane di Serie A, e il divario che la separa dai padroni di casa, di scena domenica pomeriggio, non è soltanto una questione di punti. Si tratta piuttosto di capire se il Torino di Ignazio Abate riuscirà a trovare un punto d'appoggio in una partita che, secondo le prove attuali, pende nettamente a favore degli ospiti.

La posta in palio è asimmetrica. La Roma, capolista con nove punti su tre gare, può allungare in vetta e iniziare a creare un solco tra sé e il gruppo delle inseguitrici prima della pausa per le Nazionali. Il Torino, tredicesimo con tre punti in altrettante uscite, ha bisogno di un risultato per frenare una scivolata che ha già prodotto due battute d'arresto nelle prime tre giornate di campionato. Una terza sconfitta stagionale lascerebbe la squadra di Abate in una posizione precaria in classifica e solleverebbe interrogativi stringenti sulla capacità dei granata di competere con le compagini più attrezzate del campionato.

Lo stato di forma del Torino nelle ultime cinque uscite – tra Serie A e Coppa Italia – parla di due vittorie e tre sconfitte, con cinque gol fatti e sei subiti. Il bilancio delle ultime tre gare non è più incoraggiante: un successo, due sconfitte, tre reti all'attivo e quattro al passivo. La rotta è chiaramente in calo: i dati delle ultime tre sono inferiori persino alla modesta media delle ultime cinque. L'unico lampo positivo è stato un successo per 2-1 in trasferta contro la Fiorentina a inizio settembre, un risultato che ha almeno dimostrato come la formazione di Abate sia capace di esprimersi al meglio quando la pressione è minore e lo spazio si apre. Tuttavia, quel risultato è arrivato dopo due sconfitte in campionato, e sono proprio i ko a delineare l'andamento attuale.

I numeri della Roma, in direzione opposta, sono quasi chirurgici nella loro costanza. La formazione di Gian Piero Gasperini ha messo a segno dieci reti in tre gare di Serie A, incassandone una sola. La sequenza di risultati – un 4-0 casalingo contro la Fiorentina, un 4-0 esterno a Lecce, e poi un 2-1 ancora tra le mura amiche contro l'Atalanta – testimonia una squadra capace di essere tanto perentoria quanto controllata. Superare l'Atalanta, una compagine plasmata a immagine e somiglianza del tecnico Gasperini, assume un peso particolare come dichiarazione d'intenti.

Il bilancio dei precedenti diretti offre al Torino un barlume di conforto storico. Nei tre confronti più recenti tra questi due club, il Torino ha prevalso due volte, a fronte di un solo successo della Roma e nessun pareggio. Questo squilibrio merita attenzione, sebbene non debba essere sopravvalutato: i precedenti storici raramente reggono al peso di un divario di forma così pronunciato.

Il duello tattico che verosimilmente deciderà le sorti del pomeriggio sarà tra la struttura offensiva della Roma, messa in campo da Gasperini – ad alto ritmo, aggressiva dal punto di vista posizionale, costruita per sopraffare gli avversari in transizione – e l'organizzazione difensiva del Torino. La compagine di Abate ha incassato reti in ciascuna delle ultime tre uscite, e contro un attacco giallorosso che ha segnato in media oltre tre gol a partita in Serie A, il margine di errore è quasi inesistente. Se la linea difensiva dei granata si abbasserà troppo, i centrocampisti romanisti, abili negli inserimenti, sfrutteranno lo spazio tra le linee; se opteranno per un pressing alto, rischiano di concedere il tipo di gioco verticale rapido che ha smantellato Lecce e Fiorentina.

La migliore chance per il Torino risiede nelle ripartenze. Il loro successo a Firenze ha dimostrato che possono far male agli avversari in contropiede quando viene loro concesso spazio, e la Roma – impegnata com'è in un pressing aggressivo – occasionalmente concede spazio alle spalle della propria difesa. Il tecnico Abate lo sa bene. La domanda cruciale del pomeriggio è se la sua formazione riuscirà a metterlo in pratica contro la squadra più in forma del campionato.

L'unica vulnerabilità evidenziata dalla Roma nelle ultime tre uscite è emersa nella sfida contro l'Atalanta, dove i giallorossi sono stati costretti a un successo con il minimo scarto, un 2-1. Contro un avversario ben organizzato, capace di assorbire la pressione e ripartire velocemente, la squadra di Gasperini può essere costretta a soffrire. Il Torino non è ancora a quel livello di organizzazione, ma il potenziale, il modello di gioco, esiste.

Il verdetto: Il ruolino difensivo della Roma – un solo gol subito in tre gare – e la loro impressionante produzione offensiva li candidano a chiari favoriti. Il Torino, tuttavia, venderà cara la pelle, e il bilancio dei precedenti suggerisce che i granata non sono una formazione che la Roma può affrontare con troppa leggerezza. Una vittoria di misura della Roma, un 2-1, appare la lettura più onesta dei dati: la minaccia dei granata sarà sufficiente a rendere la partita una vera battaglia, ma la qualità e lo slancio dei capitolini sono troppo consistenti per essere ribaltati.