Il Milan si presenta allo Stadio Olimpico Grande Torino domenica sera con il peso di un precampionato tutt'altro che rassicurante. Il Milan di Massimiliano Allegri, tornato sulla panchina rossonera dopo la sua precedente gestione, inaugura la nuova stagione di Serie A in trasferta contro un Torino guidato da Leonardo Colucci che, quantomeno, ha mostrato segnali di vitalità agonistica nelle settimane che hanno preceduto l'esordio.
La posta in palio per entrambi i club è quella tipica della giornata inaugurale: nessun punto ancora smarrito, nessun margine da difendere, ma reputazioni già pronte a essere forgiate. Per il Torino, un successo casalingo contro un avversario storicamente blasonato lancerebbe il progetto di Colucci con autorità . Per il Milan, un passo falso nei primi novanta minuti stagionali riaprirebbe interrogativi a cui la campagna estiva non ha ancora dato risposta.
Il ruolino di marcia recente del Torino, considerando le ultime cinque uscite — una sfida di Coppa Italia e quattro di Serie A — è di 2 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte, con sette punti su quindici disponibili, sei reti all'attivo e sette al passivo. La forbice, restringendosi alle ultime tre gare, mostra 1 vittoria, 1 pareggio e 1 sconfitta, per un totale di quattro punti e quattro gol fatti e subiti: più un plateau che una traiettoria di crescita. Il dato più significativo è il più recente: la vittoria casalinga per 1-0 contro la Carrarese in Coppa Italia, lo scorso 15 agosto, una porta inviolata che suggerisce quantomeno una certa organizzazione difensiva in vista dell'esordio in campionato. In precedenza, un 2-2 interno contro la Juventus a maggio — un risultato che non può dirsi lusinghiero per nessuna delle due formazioni, ma che conferma la capacità del Torino di competere nei derby che contano.
Le statistiche del Milan, invece, sono meno incoraggianti. Nelle ultime cinque gare, la formazione di Allegri ha raccolto appena quattro punti su quindici disponibili, con un bilancio di una vittoria, un pareggio e tre sconfitte, subendo ben otto reti. Restringendo l'analisi alle ultime tre uscite — 1 vittoria, 0 pareggi, 2 sconfitte, tre punti, cinque gol fatti e sei subiti — si evidenzia un trend discendente anziché stabilizzante. Una sconfitta interna per 1-2 contro il Cagliari, nell'ultima giornata della passata stagione, ha messo il punto esclamativo su una chiusura di campionato difficile. L'unico successo in questo spezzone di cinque incontri, la vittoria per 2-1 in trasferta contro il Genoa, è l'unico appiglio a cui Allegri può aggrapparsi.
Il bilancio dei precedenti tra le due squadre, stando ai dati in nostro possesso, offre al Milan l'unico vero conforto: due scontri, due successi rossoneri, zero pareggi, zero vittorie granata. Questo storico non garantisce affatto una ripetizione, ma costituisce una base psicologica di cui gli uomini di Allegri saranno ben consapevoli.
Il duello tattico da osservare si giocherà tra la fragilità della fase difensiva del Milan — che ha incassato otto reti in cinque gare — e le velleità offensive del Torino in casa, dove la formazione di Colucci ha realizzato quattro gol nelle ultime tre partite. Se il Torino riuscirà a esercitare un pressing alto e a indurre la retroguardia del Milan all'errore già nelle prime battute, la recente vulnerabilità degli ospiti suggerisce che saranno suscettibili. L'argomentazione opposta risiede nella capacità del Milan di assorbire la pressione e ripartire in contropiede: il successo ottenuto a Genova ha dimostrato che i rossoneri possono essere cinici quando l'assetto difensivo regge.
Anche le statistiche difensive del Torino, tuttavia, non brillano. Le sei reti incassate in cinque gare, e le quattro nelle ultime tre, indicano una retroguardia che può essere esposta da un gioco offensivo diretto e incisivo — esattamente il tipo che il Milan può sfoderare quando la manovra gira. La formazione di Colucci dovrà mostrare maggiore disciplina in fase di non possesso rispetto agli ultimi mesi della passata stagione.
Il Milan arriva a questo esordio con una forma in calo, un rendimento difensivo deficitario e privo dello slancio che una nuova stagione solitamente richiede. Il Torino, giocando in casa e forte di una porta inviolata già messa a referto questo mese, ha tutte le carte in regola per strappare un risultato utile. L'esito più probabile è una contesa equilibrata e avara di reti, che la squadra di casa potrebbe aggiudicarsi — un successo per 1-0 del Torino, con la minaccia offensiva milanista smussata da una formazione granata che ha imparato, almeno in parte, a mantenere la porta inviolata.