Torino batte Monza 3-2, decide una raffica di 33 minuti

Il Torino ha superato il Monza 3-2 allo Stadio Olimpico Grande Torino venerdì sera, costruendo il successo in una sequenza decisiva di 33 minuti che ha attraversato l'intervallo — tre reti che hanno trasformato uno svantaggio in un vantaggio che la squadra di Ignazio Abate non ha più lasciato.

Lo spartito della gara è stato tracciato da due momenti distanziati di otto minuti. Il centrocampista del Torino Kian Fitz-Jim ha sbloccato il risultato al 39º minuto su assist dell'attaccante Giovanni Simeone, regalando ai padroni di casa il vantaggio inseguito. Il Monza ha risposto in avvio di ripresa: l'attaccante Gustavo Varela ha pareggiato al 47º minuto, riportando l'equilibrio e spostando l'inerzia verso gli ospiti. Quel gol, arrivato così veloce dopo l'intervallo, suggeriva che l'allenatore del Monza Ivan Jurić avesse ritoccato gli equilibri — e per un momento, la squadra in trasferta è apparsa quella più pericolosa.

Decisiva la scelta di Abate di inserire Gvidas Gineitis al 51º al posto di Rolando Mandragora. Il mediano granata ha avvertito subito la propria presenza: al 61º, Gineitis ha confezionato l'assist per Rafik Belghali, ripristinando il vantaggio del Torino. Dieci minuti dopo, Abate ha operato tre cambi contemporanei — Daniel Bragança, Nathan Patterson e Sandro Kulenović sono entrati tutti — e nel giro di sessanta secondi da quei movimenti, il centrocampista del Torino Nikola Vlašić ha firmato il 3-1 al 72º minuto. Da quel momento, il match era ormai archiviato.

Vlašić rappresenta il naturale fulcro dell'analisi. La sua rete al 72º è stata quella che ha chiuso i conti — la conclusione che ha formato il margine definitivo prima della consolazione tardiva brianzola — e ha colpito nel momento esatto in cui il Monza avrebbe potuto aspettarsi una riapertura dopo la tripla sostituzione granata. Invece, il giocatore ha materializzato l'opportunità per mettere il risultato fuori discussione. Il contributo di Vlašić si inscrive in una squadra del Torino reduce da tre vittorie consecutive, con nove punti raccolti in quella sequenza.

Il rammarico del Monza è misto tra autodeterminazione e questione di tempistica. La squadra di Jurić era arrivata forte di una goleada al Cagliari soli quattro giorni prima e ha mostrato elementi sufficienti negli scambi iniziali da trasmettere fiducia autentica. Il pareggio di Varela rappresentava una minaccia concretizzata. Ma l'incapacità dei brianzoli di capitalizzare quel momento — di premere negli istanti successivi al 47º — ha permesso al Torino di riprendere il controllo attraverso il cambio Gineitis, una mossa che ha pagato nel giro di dieci minuti. L'autogol di Patterson nel fondo del recupero, al 90+4', restituisce al punteggio una parvenza ingannevolmente serrata: le doppia sostituzione del Monza al 79º con l'ingresso di Cyril Ngonge e Patrick Cutrone inseguiva già una partita ormai compromessa.

Il contesto di forma illumina il quadro. Il Torino è giunto a questa sfida dopo aver vinto due delle tre precedenti e rimane imbattuto, ora passando a tre vittorie consecutive — il periodo di maggiore continuità della loro stagione recente. La traiettoria del Monza procede in direzione opposta: dopo aver vinto due delle ultime tre, scende a una sola vittoria nelle ultime tre, con due sconfitte in quel bilancio. La manita al Cagliari che ha preceduto il viaggio al Granturco appare ormai un'eccezione piuttosto che un punto di svolta.

Una partita che ha rischiato di apparttenere agli ospiti, invece risolta da una sostituzione, da una veloce doppietta e da un mediano giunto dalla panchina per modificare l'assetto della contesa.