Il Torino ha fermato l'Inter sul 2-2 all'Olimpico Grande Torino, e il risultato è stato interamente deciso da un frenetico tratto di venti minuti tra il 61° e il 79° quando entrambe le squadre hanno segnato due volte, l'ultimo gol da calcio di rigore.

La prima ora della partita è appartenuta all'Inter. La loro qualità si è vista subito. Un gol al 23° minuto ha dato ai Nerazzurri il vantaggio che avevano ampiamente meritato, e per la mezz'ora successiva la squadra dell'allenatore del Torino Leonardo Colucci ha offerto poco per suggerire che un pareggio stesse arrivando. Le ultime cinque partite della squadra di casa avevano prodotto sette gol ma anche sei subiti, una fragilità difensiva che la linea offensiva dell'Inter — che aveva segnato quindici volte nelle stesse cinque partite — era ben posizionata per sfruttare.

La svolta della partita è arrivata nella ripresa. Colucci ha effettuato il suo primo cambio al 53°, e in otto minuti il Torino aveva pareggiato: un gol al 61° suggeriva che la riorganizzazione difensiva dei Nerazzurri aveva aperto uno spiraglio. L'Inter ha risposto immediatamente, riprendendo il vantaggio al 70° con un gol che sembrò, brevemente, il colpo decisivo. Non lo è stato. Il Torino ha convertito un calcio di rigore al 79° per il 2-2, e gli ultimi dieci minuti — quattro cartellini gialli distribuiti tra l'81° e l'86°, cambi a cascata da entrambi i lati — hanno prodotto intensità senza ulteriori gol.

Il giocatore che ha plasmato maggiormente la partita è stato il miglior performer in campo, concludendo con una valutazione di 8,3, due assist e 80 minuti di gioco prima di essere sostituito. Due assist in una partita terminata 2-2 significa che entrambi i gol del Torino portavano l'impronta di quel giocatore, e la valutazione — quasi un punto completo al di sopra del prossimo miglior performer — riflette un'influenza che la colonna degli assist da sola non cattura. Il pareggio del Torino e il loro calcio di rigore risalgono entrambi alla stessa fonte, il che è una prestazione di tipo diverso dal semplice segnare: richiede di leggere lo slancio della partita e trovare i compagni al momento giusto due volte, in fasi diverse di una partita che continuava a cambiare forma.

La frustrazione dell'Inter è strutturale quanto situazionale. La squadra di Chivu ha creato abbastanza per vincere — hanno guidato due volte — ma concedere un calcio di rigore al 79°, dopo aver ripreso il vantaggio solo nove minuti prima, indica una fragilità difensiva che i loro dati complessivi nascondono. Quindici gol segnati in cinque partite è un output offensivo impressionante; otto concessi nella stessa finestra è meno confortevole per una squadra con ambizioni di titolo, e arrendersi a un vantaggio così vicino al termine preoccuperà lo staff tecnico più dello stesso punto perso.

Per il Torino, cinque punti dalle ultime tre partite — incluso questo pareggio — rappresenta un significativo miglioramento per una squadra che aveva perso contro l'AC Milan alla fine di marzo. La squadra di Colucci ha ora raggiunto tre partite consecutive senza sconfitta, raccogliendo cinque punti in questa sequenza. Il pareggio dell'Inter li lascia con undici punti in cinque, un ritorno importante, ma l'incapacità di chiudere una partita nella quale hanno guidato due volte è un dato degno di nota mentre la stagione entra nelle sue ultime settimane.

Tra un mese, questa partita sarà ricordata come il pomeriggio in cui il miglior giocatore del Torino in campo ha costruito entrambi i gol dal nulla, e l'Inter ha scoperto che guidare due volte non è la stessa cosa che vincere una volta.