Il Milan ha espugnato lo Stadio Olimpico Grande Torino, conquistando i tre punti nel weekend inaugurale della Serie A. I rossoneri hanno superato in trasferta il Torino per 1-2 grazie a una micidiale accelerazione di dieci minuti nella ripresa, che ha tramortito i Granata, capaci di replicare solo in parte a tempo quasi scaduto.

La svolta della gara si è concretizzata tra il 64° e il 66° minuto, un lasso di tempo così breve da risultare quasi impercettibile prima che il danno fosse compiuto. L'attaccante dell'AC Milan Alphadjo Cissè, poi eletto migliore in campo con un 7.9, ha sbloccato il risultato al 64' grazie all'assist di Adrien Rabiot. Cissè è stato poi sostituito immediatamente, uscendo dal campo meno di due minuti dopo la rete, rimpiazzato da Alexis Saelemaekers in una doppia sostituzione che ha visto anche Davide Bartesaghi subentrare a Pervis Estupiñán. La ragione di una sostituzione così repentina non è specificata nei dati a disposizione, ma la tempistica è degna di nota. Quel che è accaduto subito dopo è stato ancor più significativo: al 66', il centrocampista francese – lui stesso entrato dalla panchina appena dieci minuti prima – si è trasformato da uomo-assist in marcatore, concretizzando il raddoppio rossonero su passaggio decisivo dell'esterno dell'AC Milan Samuel Chukwueze per il 2-0. Due reti in due minuti, entrambe con il fondamentale contributo di Rabiot, e la partita era di fatto indirizzata.

Il contributo di Rabiot merita un'analisi più approfondita. Il centrocampista rossonero è subentrato al 56' in una doppia sostituzione con Luka Modrić, prendendo il posto di Ardon Jashari e dell'ammonito Ruben Loftus-Cheek. In appena 34 minuti in campo, Rabiot ha messo a segno una rete, un assist e ha ricevuto una valutazione di 7.5: un rendimento che ha letteralmente ribaltato il punteggio finale. Chukwueze, autore del passaggio decisivo per il raddoppio e in campo per tutti i 90 minuti, ha ottenuto un 7.7, pari merito con il difensore dell'AC Milan Koni De Winter e il difensore centrale Mario Gila. Il Milan di Ruben Marques Diogo Amorim, che giungeva a questa sfida senza precedenti dati in Serie A in questa stagione, ne è uscito con il massimo dei punti e una differenza reti positiva, costruita quasi interamente grazie a quanto prodotto dai suoi subentrati in un quarto d'ora di gioco.

Il Torino di Ignazio Abate, tuttavia, non è rimasto inerte. Kian Fitz-Jim e Gvidas Gineitis hanno giocato per l'intera durata della gara, ottenendo valutazioni di 6.9 e 6.7 rispettivamente. Marcus Pedersen, invece, ha meritato un 7.0 – la valutazione più alta tra i suoi compagni granata – prima di essere richiamato in panchina al 70'. La tripla sostituzione dei Granata a quel punto, che ha visto l'ingresso di Niccolò Fortini, Alieu Njie e Che Adams, ha rappresentato un chiaro tentativo di riequilibrare le sorti del match. Adams, infine, ha trovato la rete, realizzando al 90' su assist di Gineitis per l'1-2 finale, ma il gol è giunto troppo tardi per minacciare seriamente il risultato. Il primo tempo del Torino, per il quale i dati non registrano gol o eventi significativi, ha condannato i piemontesi a rincorrere un match che il Milan aveva già saputo gestire e indirizzare grazie alla profondità della propria panchina.

Entrambe le formazioni erano giunte a questo appuntamento con un risultato competitivo all'attivo in questa stagione. Il Torino aveva superato la Carrarese in Coppa Italia prima di questa sconfitta, mentre il Milan debuttava in questa stagione proprio con questo match. Il bilancio degli scontri diretti nelle due partite più recenti tra queste compagini recitava: due vittorie del Milan, zero vittorie del Torino, zero pareggi. Uno schema che è stato confermato anche in questa occasione. La forma recente del Torino, con una vittoria e una sconfitta nelle ultime due uscite, suggerisce una squadra ancora alla ricerca del suo assetto competitivo ideale. Questa sconfitta, inoltre, apre la campagna di campionato con un deficit che i Granata dovranno affrontare e risolvere rapidamente.

Tra un mese, questa partita sarà ricordata come il pomeriggio in cui Adrien Rabiot è uscito dalla panchina e, nello spazio di soli dieci minuti, si è trasformato nella figura decisiva per la gara d'esordio stagionale del Milan.