Il centrocampista del Sassuolo Kristian Thorstvedt ha regalato il vantaggio alla squadra di Fabio Grosso a Torino venerdì sera, ma il Torino ha ribaltato la situazione con due reti in appena cinque minuti: Simeone e Pedersen hanno firmato il 2-1, lasciando i neroverdi a secco e inchiodati all'undicesimo posto.

Questa battuta d'arresto ha un prezzo ben preciso. I ragazzi di Grosso erano entrati in campo con l'opportunità di scavalcare la Lazio e agguantare l'ottavo posto, un traguardo che avrebbe segnato il punto più alto della loro stagione di metà classifica. Invece, chiudono con 49 punti in 36 partite, un bilancio di quattordici vittorie, sette pareggi e quindici sconfitte. La distanza tra ambizioni e realizzazione, in questo caso, si è misurata in un breve lasso di fragilità difensiva.

Per Thorstvedt, quella marcatura è stata la quarta in Serie A quest'anno – una stagione in cui il norvegese ha collezionato anche quattro assist in trenta presenze, con una media voto di 6,90. Questi numeri ritraggono un giocatore che contribuisce con costanza, senza però emergere in modo dominante nel complesso. Il 27enne ha rappresentato una presenza affidabile a centrocampo per Grosso, e il suo gol iniziale contro il Torino è stato quel tipo di lampo che impreziosisce una stagione altrimenti anonima. Il problema è che gli sforzi individuali contano poco se il collettivo non sa difendere un vantaggio.

Ai neroverdi restano due gare per chiudere una campagna che ha alternato spunti positivi a frustrazioni evidenti. Le statistiche di Thorstvedt indicano che ha fatto la sua parte; ora Grosso deve spiegarsi sul perché la squadra fallisca così spesso nel proteggere quanto lui aiuta a costruire.