Kenneth Taylor, centrocampista della Lazio di 24 anni, si è guadagnato un'altra menzione di rilievo nelle pagelle dopo la rimonta dei biancocelesti sul Cagliari, che li ha portati in testa alla classifica di Serie A, da soli, per la prima volta in sedici anni.

Il dettaglio pesa. La Lazio è prima con 28 punti in dieci partite, nove vittorie e un pareggio, con appena otto gol subiti in tutta la stagione. Il contributo di Taylor a questo rendimento, due gol e un assist in dieci presenze in Serie A con una media voto di 7,02, racconta di un giocatore che si è calato nel sistema di Gennaro Gattuso, invece di limitarsi ad attraversarlo. Non è il nome più rumoroso della rosa, ma le valutazioni raccontano una storia coerente: è stato affidabile quando l'affidabilità contava di più.

La vittoria contro il Cagliari è stata una rimonta, e questo le dà un valore in più. La Lazio di Gattuso ha dimostrato di saper assorbire la pressione e di saper reagire: una qualità che distingue le vere pretendenti al titolo dalle comparse di inizio stagione. Lo stesso Gattuso, parlando alla vigilia della gara, è stato diretto come suo solito: senza convinzione e determinazione, ha avvertito, la Lazio diventa una squadra normale. Le prestazioni di Taylor suggeriscono che il messaggio sia stato recepito.

Ciò che rende particolarmente interessante la stagione di Taylor è il divario tra il suo attuale valore complessivo AI, 72 su 100, e il potenziale stimato, 78. A 24 anni non è un giovane da scoprire, ma un giocatore a metà della sua curva di crescita, e quanto si vede in campo avvalora l'idea che possa dare ancora di più. Due gol e un assist in dieci partite di campionato per un centrocampista centrale sono un bottino significativo, ma la media voto suggerisce che il suo valore vada oltre il tabellino.

La prossima sfida della Lazio è dare continuità a tutto questo. La squadra di Gattuso ha costruito qualcosa di concreto: un percorso positivo, una struttura difensiva che concede pochissimo e un centrocampo che contribuisce in entrambe le fasi. Taylor è al centro di questo equilibrio. Se i biancocelesti riusciranno a restare in vetta per tutto l'inverno dipenderà dalla capacità di giocatori come lui di continuare a rendere a questo livello, settimana dopo settimana, senza più l'adrenalina della novità a spingerli.