Il difensore dell'Inter Diop Djed-Hotep Spence è stato eletto Man of the Match dopo il successo per 3-0 dei nerazzurri in trasferta contro il Feyenoord, in Champions League, il 3 novembre. Secondo le valutazioni del dopopartita, ha messo lo zampino in praticamente due assist, in una prestazione che gli ha regalato le recensioni più entusiastiche della sua giovane avventura all'Inter. Al termine della gara l'allenatore Cristian Chivu ha descritto la serata come quella della squadra "nella versione migliore di noi stessi", una frase che pesa in modo particolare se si pensa alla sconfitta per 3-1 nel derby con il Milan, appena tre giorni prima.

Il tempismo con cui Spence è emerso è la storia nella storia. L'Inter si è presentata alla sfida con il Feyenoord dopo aver incassato tre gol in trasferta contro il Milan, un risultato che ha fatto scivolare i nerazzurri al secondo posto in Serie A con 25 punti in dieci partite. Chivu ha riconosciuto che la squadra ha "capito le cose che funzionano meno", una frase che suona meno come un alibi e più come la ricalibrazione di un allenatore dopo un raro crollo difensivo. Che a dare la risposta, sul palcoscenico europeo più importante, sia stato Spence, 26 anni e solo tre presenze in Serie A in questa stagione, non è un dettaglio da poco.

I suoi numeri in campionato restano modesti: tre presenze, nessun gol, nessun assist e una valutazione media di 6,19. Un overall AI di 61 su 100, con un potenziale di 64, lo colloca saldamente nella categoria dell'opzione affidabile per la rosa, più che in quella del titolare designato. Ma le alternative che in Champions League firmano prestazioni da migliore in campo tendono a complicare le gerarchie in modo produttivo.

Quello che Spence ha mostrato nelle sue due uscite più visibili, l'esordio contro il Parma e ora Rotterdam, è la capacità di alzare il livello nella dimensione europea. La sua presenza contro il Parma è durata appena 17 minuti, mentre l'impiego più lungo in Serie A è stato di 90 minuti pieni contro il Milan. Il divario tra il rendimento in campionato e la prova europea non è necessariamente una contraddizione, ma suggerisce che la Champions League faccia emergere in lui qualcosa di diverso. L'Inter di Chivu, seconda in classifica e ancora pienamente in corsa per lo scudetto, dovrà affrontare questa domanda con urgenza crescente man mano che il calendario si farà più fitto.

Il prossimo esame per Spence è capire se Chivu saprà trasformare un premio di migliore in campo in Champions League in fiducia in Serie A. Quanto visto a Rotterdam suggerisce che si sia guadagnato il diritto di scoprirlo.