Gianluca Scamacca, subentrato dalla panchina a Miskolc, ha segnato il gol decisivo che ha permesso all'Atalanta di eliminare l'Hapoel Tel-Aviv nella gara di ritorno dei playoff di UEFA Europa Conference League, garantendo ai bergamaschi l'accesso alla fase a gironi della competizione. Il doppio confronto si era mantenuto a reti inviolate dopo la gara d'andata, ed è stato il 27enne attaccante a rompere l'equilibrio e a decidere la qualificazione, siglando l'unica rete realizzata nell'arco dei 180 minuti tra andata e ritorno.

Il momento conta. L'Atalanta di Maurizio Sarri ha disputato una sola partita nel suo cammino in Serie A — nona in classifica con tre punti frutto di una singola vittoria — e il palcoscenico europeo aggiunge sia prestigio che un calendario fitto di impegni a una stagione ancora in fase di definizione. La capacità di Scamacca di influire su una partita partendo dalla panchina, in uno spareggio ad alta posta in palio su campo neutro, è proprio il genere di apporto che può infondere fiducia a una squadra all'inizio di una stagione.

In Serie A questa stagione, Scamacca non è ancora andato a segno in una singola presenza in campionato, con una valutazione media di 7.20 — un punteggio individuale solido nonostante l'assenza di reti all'attivo. Il suo bilancio in Conference League, in due partite, è ora di un solo gol, e quella rete è stata di gran lunga la più importante. L'ex centravanti del West Ham vanta un AI overall di 70 su 100, con un potenziale di 74, cifre che suggeriscono un giocatore ancora con ampi margini di crescita per un ruolo più incisivo nell'arco di un'intera stagione.

La domanda a cui l'Atalanta di Maurizio Sarri cercherà una risposta nelle prossime settimane è se Scamacca riuscirà a replicare questa forma anche nel calcio di campionato. Un gol da subentrato in Europa è un messaggio forte; una produzione costante in Serie A è il vero banco di prova.