Il Sassuolo ha superato il Como per 2-1 tra le mura amiche, un risultato cristallizzato in un brevissimo lasso di tempo a cavallo dell'intervallo: tre reti, tra il 42° e il 45° minuto, che hanno condensato l'intera partita in un'unica, frenetica sequenza.
Il primo tempo si era rivelato più teso che spettacolare. Due ammonizioni erano fioccate prima della mezz'ora, e la gara aveva viaggiato a strappi, con nessuna delle due formazioni capace di imporre un pressing prolungato in grado di disorganizzare le difese. Poi, nell'arco di tre minuti sul finire della frazione, la partita ha espresso tutto ciò che aveva trattenuto. L'esterno del Sassuolo Armand Laurienté e i suoi compagni hanno sbloccato il risultato al 42° minuto. Il Como, con l'attaccante Alvaro Morata e l'unità offensiva degli ospiti, ha replicato quasi immediatamente, e poi i neroverdi hanno colpito di nuovo prima che il fischio dell'arbitro sancisse la fine del tempo. Due marcature per i padroni di casa, una per il Como: la contesa si è così delineata in modo netto prima che le squadre raggiungessero gli spogliatoi.
Il Sassuolo di Fabio Grosso ha amministrato il secondo tempo con il pragmatismo tipico di chi deve difendere un gol di vantaggio. Tre sostituzioni già al 46° minuto: un intervento tattico insolitamente audace che ha chiaramente indicato l'intenzione del tecnico di blindare il risultato piuttosto che cercare di allungarlo. Il Como ha spinto, collezionando un'ammonizione al 51° e un'altra al 64°, e la formazione di Cesc Fà bregas ha operato a sua volta delle sostituzioni, ma la solida struttura difensiva dei neroverdi ha assorbito la pressione senza incassare il secondo gol. Quando l'arbitro ha estratto il sesto giallo del pomeriggio all'82°, la partita aveva già emesso il suo verdetto.
Il centrocampista del Sassuolo Kristian Thorstvedt è stato il giocatore che ha maggiormente inciso sulla contesa. Schierato nel cuore di un centrocampo che vedeva anche l'autorità posizionale di Nemanja Matić e la mobilità di Ismael Koné, il neroverde ha agito da collante tra la linea difensiva e il terzo offensivo. Il suo apporto nella fase tra il 40° e il 45° minuto – il frangente che ha generato tutte e tre le reti – è stato di quelli che una mera valutazione statistica della gara può cogliere solo in parte: gli inneschi del pressing, le combinazioni strette che aprivano varchi nei mezzi spazi, la disponibilità ad inserirsi in ritardo nei sedici metri quando l'azione lo richiedeva. Le due marcature del Sassuolo in quel periodo non sono state frutto del caso.
La sconfitta del Como è in parte riconducibile a una vulnerabilità strutturale emersa nelle loro recenti uscite. La formazione di Fà bregas aveva incassato quattro reti contro l'Inter, in casa, il 12 aprile; e se le vittorie per 5-0 contro il Pisa (22 marzo) e contro l'AS Roma (15 marzo) hanno messo in luce le loro capacità offensive, la tenuta difensiva nelle gare che contano si è rivelata discontinua. Contro il Sassuolo, la linea difensiva dei lariani – con Jean Butez tra i pali dietro un pacchetto che includeva Marc Kempf e Ivan Smolčić – è stata messa a nudo proprio nella fatidica finestra di tre minuti, quando i padroni di casa hanno accelerato. Nico Paz e Martin Baturina possiedono la qualità tecnica per creare occasioni da rete, ma l'incapacità del Como di mantenere il punteggio sull'1-1 – il pari era arrivato al 44°, il gol del nuovo vantaggio neroverde al 45° – ha costretto la squadra di Fà bregas a rincorrere per l'intero secondo tempo una rete che non è mai arrivata.
Per il Sassuolo, i tre punti consolidano una striscia di rendimento che, seppur irregolare, si è dimostrata produttiva tra le mura amiche: vittorie contro il Cagliari (4 aprile) e ora il Como, incorniciate da una sconfitta a Genova (12 aprile). Il pareggio contro la Juventus del 21 marzo ha aggiunto ulteriore spessore al profilo di una squadra capace di competere contro le formazioni di alta classifica. Per il Como, questa sconfitta segue quelle subite contro l'Inter e ora il Sassuolo nelle ultime due trasferte, e il progetto di Fà bregas – ambizioso nella sua costruzione della rosa, con l'attaccante Morata a guidare il reparto avanzato e il centrocampista Caqueret a fornire qualità in mediana – sta accumulando un deficit di punti che le restanti gare dovranno affrontare senza esitazioni.
Il match odierno, tra un mese, sarà ricordato come il pomeriggio in cui tre reti, concentrate in tre minuti, hanno reso superfluo tutto ciò che ne è seguito.