Il Sassuolo ha impattato sull'1-1 con il Frosinone al MAPEI Stadium - Città del Tricolore, riuscendo poi a superare il turno di Coppa Italia ai calci di rigore. Una lotteria dal dischetto che ha richiesto nove tentativi, ha prodotto due errori ed è stata infine decisa dalla trasformazione di Darryl Bakola al 97° minuto. Il match in sé si è rivelato una contesa relativamente contenuta; il pathos si è concentrato esclusivamente negli scambi finali e nella successiva sequenza dal dischetto.
La rete che ha sbloccato il risultato è giunta al 36', quando il centrocampista del Sassuolo Benjamín Domínguez ha firmato il vantaggio per i padroni di casa. Un vantaggio che avrebbe potuto ipotecare l'incontro di coppa, ma così non è stato. Nel recupero del primo tempo, al 45'+2', il difensore del Frosinone Aleksa Terzić ha ristabilito la parità su assist del centrocampista del Frosinone Luis Hasa, e le squadre sono rientrate negli spogliatoi in perfetta parità. Il tempismo di questa rete è risultato cruciale: l'allenatore del Frosinone Massimiliano Alvini aveva operato una sostituzione al 45', richiamando Florian Grillitsch per Matteo Cichella, e il pareggio è arrivato quasi immediatamente dopo che tale cambio aveva ridisegnato l'assetto degli ospiti.
La ripresa è stata caratterizzata meno dal gioco spigliato che dagli interventi tattici. L'allenatore del Sassuolo Alberto Aquilani ha operato tre sostituzioni in contemporanea al 55': Ignace Van der Brempt, Armand Laurienté e Domenico Berardi sono subentrati, con Domínguez tra gli usciti. Il Frosinone ha poi visto annullarsi un gol dal VAR al 75', con Cichella autore della rete vanificata, e tale decisione ha preservato la parità che ha poi condotto il match ai calci di rigore. Un'ammonizione per il portiere del Sassuolo Stefano Turati al 73' ha aggiunto un ulteriore strato di tensione alle fasi conclusive.
La figura decisiva della lotteria dei rigori è stata l'attaccante del Sassuolo Darryl Bakola, subentrato all'80', che ha trasformato il tiro decisivo. Il suo penalty è stato l'ottavo calciato complessivamente. A quel punto il Frosinone aveva commesso due errori – un giocatore non specificato al 96' e Hasa al 98' – mentre i neroverdi avevano trasformato tutti e quattro i loro tentativi: Berardi, Sebastiano Esposito, Kristian Thorstvedt e infine Bakola. I ciociari hanno segnato con Tomáš Bobček, Omar Fayed e Alessio Zerbin, ma i due errori dal dischetto si sono rivelati fatali.
Il Frosinone rifletterà su una serata che ha mostrato sprazzi di autentica qualità – la rete del pari di Terzić, la marcatura di Cichella vanificata dal VAR, che avrebbe potuto decidere l'incontro nei 90 minuti – ma la lotteria finale ha esposto una certa fragilità sotto pressione. Hasa, che aveva servito l'assist per il pareggio e retto gran parte del peso offensivo dei ciociari, è stato proprio il giocatore a fallire l'ultimo tiro dal dischetto. Una simmetria che suona come una beffa. I gialloblù erano giunti al MAPEI Stadium dopo aver superato la Fiorentina 3-0 in trasferta in Serie A appena quattro giorni prima, e la squadra di Alvini aveva già mostrato nelle prime settimane di essere una formazione con reali capacità. Un'eliminazione dalla coppa ai calci di rigore, dopo un annullamento dal VAR, non rappresenta una crisi – ma è un'occasione sprecata.
Entrambe le compagini approcciano questa edizione di Coppa Italia con un ruolino di marcia altalenante tra le varie competizioni. Il Sassuolo ha raccolto quattro punti dalle ultime tre uscite tra Serie A e Coppa Italia, con quattro reti all'attivo e altrettante subite nel periodo. Le ultime tre gare del Frosinone, invece, mostrano un identico bottino di quattro punti, con quattro gol realizzati e due incassati. Un bilancio così simile suggeriva che il match avrebbe potuto verosimilmente pendere da una parte o dall'altra, e la successiva lotteria dal dischetto ne è stata la conferma. Il Sassuolo di Aquilani, avendo già eliminato il Cesena nel precedente turno di Coppa Italia, può ora contare su due vittorie consecutive in coppa su cui costruire il proprio cammino.
Tra un mese, questa partita sarà ricordata come la serata in cui un annullamento del VAR e due errori dal dischetto hanno deciso una sfida di Coppa Italia che i novanta minuti non erano riusciti a sbrogliare.