Il Bologna ha respinto un'offerta da 30 milioni di euro proveniente dall'Everton per Jonathan Rowe, l'attaccante 23enne, dichiarandolo incedibile per questa sessione di mercato estiva. Una chiara dichiarazione d'intenti da parte di un club che sta, nel contempo, operando un significativo rimaneggiamento della propria rosa.

La decisione è significativa poiché Rowe non è un semplice bene patrimoniale da tutelare; si sta affermando sempre più come perno di continuità in un reparto offensivo in fase di ricostruzione attorno a lui. Il Bologna ha ceduto l'attaccante Santiago Castro alla Roma e sta sondando Roberto Piccoli come centravanti di riserva, mentre Artem Dovbyk arriva dalla Roma, muovendosi in direzione opposta. L'esterno Ervin Lucumí è ancora al centro di trattative in corso con la Juventus. In tale contesto, trattenere Rowe diventa meno un calcolo commerciale e più una scelta strutturale: il Bologna di Vincenzo Italiano necessita di almeno un punto di riferimento offensivo consolidato, in attesa che i nuovi innesti si ambientino.

I numeri della stagione 2025-26 conferiscono a questa decisione una base razionale. Rowe ha messo a segno tre gol e fornito due assist in 27 presenze in Serie A, con una media voto di 6.80. Modesto di per sé, ma ragguardevole per un attaccante esterno impiegato in una squadra che ha concluso ottava con 46 reti all'attivo in 37 giornate. Il Bologna non era una squadra dal volume offensivo elevato; la performance di Rowe rifletteva tanto i vincoli del sistema di gioco quanto il suo potenziale intrinseco.

Il suo punteggio AI complessivo di 71/100, con un potenziale stimato di 78, suggerisce che il quadro dei dati in possesso del club si allinea con la visione paziente dello staff tecnico. C'è margine di crescita, e l'arrivo di Dovbyk – un attaccante fisico, un vero uomo d'area – potrebbe modificare il tipo di servizio che Rowe riceve, liberandolo potenzialmente per attaccare i mezzi spazi, dove è più efficace, anziché sobbarcarsi il peso della responsabilità offensiva centrale.

La cifra di 30 milioni di euro offerta dall'Everton non è affatto disprezzabile. Per un 23enne con il profilo di Rowe, si tratta di un prezzo di mercato congruo. Il rifiuto del Bologna segnala la loro convinzione che il potenziale del giocatore sia ben più elevato, o quantomeno che venderlo ora – a metà dell'opera di ricostruzione, con Castro ceduto e il reparto avanzato in fase di assestamento – lascerebbe mister Italiano a corto di soluzioni prima di poter reperire un sostituto di pari valore.

Rowe inizia la nuova stagione come il perno dell'attacco rossoblù. Per lui, è al contempo un'opportunità e una prova del nove.