L'attaccante del Bologna Jonathan Rowe si appresta alle battute finali del pre-campionato gravato dal peso di un cartellino rosso, una multa già saldata e un futuro ancora incerto – tutto questo prima ancora che la Serie A 2025-26 venga definita e che una nuova stagione abbia di fatto preso il via. Il 23enne è stato espulso per condotta violenta durante la pesante sconfitta per 4-0 del Bologna contro l'Arminia Bielefeld, un risultato che ha anche segnato la prima uscita stagionale dei rossoblù sotto la guida del nuovo tecnico Domenico Tedesco.
La multa è stata regolarmente pagata. L'amministratore delegato del Bologna ha confermato che il club sta attivamente cercando di trattenere Rowe, una dichiarazione che, più che rassicurare, è carica di complesse implicazioni. Quando una società si sente costretta a dichiarare pubblicamente di voler trattenere un proprio giocatore, il sottotesto è solitamente chiaro: l'interesse esterno è concreto e la permanenza del calciatore non è affatto garantita.
Vale la pena analizzare questa tensione alla luce di quanto Rowe ha effettivamente prodotto la scorsa stagione. In 27 presenze in Serie A, l'attaccante ha contribuito con tre reti e due assist, ottenendo una media voto di 6.80. Cifre modeste per un esterno offensivo, e il suo punteggio AI complessivo di 71 suggerisce che il potenziale è ben superiore a quanto mostrato sul campo. Il divario tra il rendimento attuale e il potenziale espresso è proprio il tipo di profilo che attrae club disposti a scommettere sul suo sviluppo — ed è proprio il tipo di profilo che complica le trattative per la sua permanenza.
Il Bologna, ottavo in classifica con 55 punti in 37 partite sotto la guida di Vincenzo Italiano la scorsa stagione, sta ora ridefinendo la propria identità sotto Tedesco. Il club si è già mosso sul mercato, assicurandosi il centrocampista argentino Mikel Amondarain per una cifra che si aggira oltre i dieci milioni di euro. Questo investimento segnala ambizione. Perdere Rowe — in particolare a favore di un club al di fuori della Serie A — la minerebbe in parte.
Il cartellino rosso di Bielefeld non è un momento che definisce una carriera, ma la complica eccome. La condotta violenta comporta una squalifica automatica, e presentarsi all'inizio di un nuovo ciclo con un carico disciplinare non è certo il modo migliore per guadagnarsi la fiducia iniziale da un allenatore che sta ancora prendendo le misure con la sua rosa. Tedesco ha bisogno di sapere di chi potersi fidare. Il precampionato di Rowe finora ha fornito risposte tutt'altro che positive a questa domanda.
La multa è stata pagata. La buona volontà, se ce n'era da spendere, è ora ridotta ai minimi termini. Il Bologna vuole trattenerlo — la vera incognita è se Rowe desideri lo stesso, e se le sue prestazioni da qui all'inizio della stagione forniranno a Tedesco validi motivi per puntare su di lui anziché fare a meno del suo contributo.