L'attaccante del Bologna Jonathan Rowe è subentrato dalla panchina per segnare il gol decisivo nella vittoria per 3-2 contro il Napoli allo Stadio Maradona martedì sera, un risultato che lascia la squadra di Antonio Conte con le proprie ambizioni di top-four improvvisamente fragili nelle ultime settimane della stagione.
Il significato del risultato va ben oltre i tre punti. Il Bologna, ottavo in Serie A con 52 punti in 36 partite, aveva poco in palio in classifica. Il Napoli aveva tutto. Che la squadra di Vincenzo Italiano potesse subire una rimonta da 2-0 e trovare comunque un gol vittoria — tramite un subentrato — testimonia una resilienza che si è andata costruendosi in sordina attraverso una difficile campagna di 15 vittorie, sette pareggi e 14 sconfitte.
Il ruolo di Rowe nella vittoria è il dettaglio che richiede attenzione. Italiano ha confermato dopo la partita che il 23enne non era partito titolare, eppure è stato Rowe a decidere la partita. L'allenatore del Bologna lo ha descritto come "imprevedibile" — una parola che suona sia come spiegazione che come complimento. Un giocatore che scompiglia le strutture difensive proprio perché gli avversari non possono anticiparlo è una risorsa specifica e preziosa, anche se l'undici titolare non ha sempre rispecchiato questo.
I numeri di Rowe in questa stagione sono stati modesti in quantità: due gol e un assist in 25 presenze in Serie A, con un voto medio di 6,80. Ma il tempismo e il contesto di questi contributi hanno avuto un peso sproporzionato. Un gol che mette in dubbio il posto nelle prime quattro di una contendente per la Champions League, segnato da subentrato in trasferta, non è una nota a piè di pagina.
Italiano ha anche usato il momento post-partita per segnalare che la direzione estiva del Bologna — incluso il futuro di Rowe — sarebbe stata discussa nelle prossime settimane. Quella formulazione suggerisce che nulla è definito, il che è di per sé una forma di vantaggio negoziale. Un attaccante che può alterare l'esito di partite in trasferta ad alta posta ha una posizione negoziale più forte di quanto le sue statistiche aggregate da sole indicherebbero.
A 23 anni, con un punteggio complessivo AI di 66 e un potenziale massimo di 68, Rowe rientra nella categoria di giocatori il cui potenziale massimo deve ancora essere scritto. Martedì sera al Maradona è stato un dato a suo favore.