Alessio Romagnoli, il capitano squalificato della Lazio, ha potuto solamente assistere dalle tribune mercoledì mentre i Biancocelesti venivano sconfitti per 2-0 contro l'Inter nella Finale di Coppa Italia allo Stadio Olimpico, un risultato che ha consegnato all'Inter di Cristian Chivu un double nazionale a coronamento della stagione 2025-26.

Questa sconfitta sottolinea una dolorosa simmetria per Romagnoli. Il rosso rimediato nella disfatta per 3-0 in Serie A di domenica contro l'Inter gli è costato altresì la presenza nella gara più sentita che la Lazio abbia disputato in questa stagione. Due confronti diretti con lo stesso avversario, con il capitano laziale costretto ai box in entrambi gli appuntamenti chiave. Per un difensore centrale di 31 anni che ha basato la sua identità su leadership e organizzazione difensiva, la squalifica non è stata un mero impedimento di calendario: ha di fatto tolto alla squadra di Maurizio Sarri il giocatore da cui più dipende per dare solidità alla retroguardia.

Il direttore della Lazio Angelo Maria Fabbiani aveva riconosciuto alla vigilia della finale che il club si presentava con i favori del pronostico contro, e il campo ha purtroppo confermato le aspettative. Lautaro Martínez e Marcus Thuram dell'Inter hanno composto il tandem offensivo titolare, e la superiorità dei Nerazzurri è emersa in tutti i novanta minuti. Il 2-0 finale, a favore dell'Inter, non ha lasciato adito a dubbi circa la supremazia dei vincitori.

I numeri stagionali di Romagnoli parlano chiaro. In 31 presenze in Serie A, il centrale non ha collezionato né gol né assist, dato del tutto secondario per un difensore centrale, ma il suo voto medio di 7.00 in quelle partite riflette un rendimento difensivo costante e privo di sbavature, piuttosto che il tipo di errori individuali che macchiano la reputazione di un difensore. Il suo rating AI complessivo di 75 su 100 — con un potenziale massimo di 72, a dimostrazione che sta performando al di sopra delle sue proiezioni iniziali — evidenzia che Romagnoli sta esprimendosi ai massimi livelli del suo attuale potenziale.

La Lazio di Sarri chiude la sua stagione di Serie A al nono posto, con 51 punti in 36 gare, frutto di 13 vittorie, 12 pareggi e 11 sconfitte. Si tratta di un piazzamento di metà classifica che il cammino in Coppa Italia aveva in parte nobilitato, fino alla serata di mercoledì che ha cancellato anche quest'ultima consolazione. Lo stesso dirigente biancoceleste aveva dichiarato che non ci si aspettava di arrivare in finale, il che rende l'eliminazione più facile da contestualizzare, se non da accettare.

Per Romagnoli, personalmente, l'estate porterà con sé un quesito importante: se un capitano assente per squalifica nelle due gare più importanti dell'annata possa ristabilire la sua leadership all'interno del gruppo e nello spogliatoio. Le sue prestazioni nelle 31 gare di campionato non mettono in discussione la sua qualità. La sua condotta disciplinare è, tuttavia, un altro discorso, e Sarri si aspetta che la questione venga risolta prima dell'inizio della prossima stagione agonistica.