Alessio Romagnoli, 31enne capitano e difensore centrale titolare della Lazio, sarà costretto a saltare la finale di Coppa Italia contro l'Inter in programma mercoledì. La squalifica arriva in seguito al cartellino rosso rimediato nel recente confronto di Serie A tra le due formazioni. I biancocelesti si apprestano così ad affrontare la gara più importante della loro stagione senza il perno della loro retroguardia, presente in 31 apparizioni in campionato.
Un'assenza che va oltre il mero aspetto logistico. Il difensore è stato uno dei calciatori più costanti della Lazio nella stagione 2025-26, con una media voto di 7.00 in quelle 31 apparizioni nel massimo campionato. Per una formazione che ha incassato 37 reti in 36 gare di campionato e occupa la nona posizione con 51 punti, la struttura difensiva che garantisce non è facilmente rimpiazzabile. Perderlo per squalifica in una finale di coppa, per giunta contro lo stesso avversario che ha inflitto alla Lazio quella pesante sconfitta in Serie A, aumenta considerevolmente il coefficiente di difficoltà.
Il tecnico della Lazio Maurizio Sarri ha toccato direttamente la dimensione psicologica della sfida, sottolineando che i suoi giocatori dovranno concentrarsi sulla mentalità piuttosto che sulla mera tattica in vista della finale di mercoledì — un'affermazione che appare tanto onesta quanto pungente. La preoccupazione del tecnico toscano è del resto più che comprensibile: una squadra che ha collezionato 12 pareggi su 36 partite di campionato in questa stagione ha spesso mostrato la tendenza ad accontentarsi anziché imporsi, e la finale di Coppa Italia esige un piglio ben diverso da quello spesso manifestato nel corso della stagione di campionato.
Dal canto suo, l'allenatore dell'Inter Cristian Chivu ha affermato che la vittoria non cambia nulla — un linguaggio che tradisce la consapevolezza di una squadra che affronta la partita con aspettative misurate. La gara, comunque, riveste un peso significativo per entrambe le formazioni, che si apprestano a vivere un incontro decisivo.
Per Romagnoli, a livello personale, il tempismo è particolarmente amaro. Un calciatore che ha offerto alla Lazio prestazioni difensive costanti e una notevole solidità per tutta la stagione — un rating complessivo AI di 75 su 100 riflette un contributo più affidabile che spettacolare — ora si trova a dover assistere alla gara più importante del club dagli spalti. C'è anche il capitolo Derby della Capitale da considerare: la stracittadina contro la Roma è stata riprogrammata per ordine del Prefetto, aggiungendo ulteriore turbolenza amministrativa a un finale di stagione già di per sé molto intenso.
La finale di Coppa Italia, in definitiva, definirà in larga parte come verrà ricordata questa stagione della Lazio. Romagnoli, tuttavia, non sarà in campo per plasmare quel verdetto.