Il difensore della Lazio Alessio Romagnoli è stato espulso durante la sconfitta interna per 3-0 di domenica contro l'Inter, un cartellino rosso che lo esclude dalla finale di Coppa Italia tra le due formazioni in calendario per il 13 maggio all'Olimpico — lo stesso impianto dove ha assistito alla capitolazione della sua squadra davanti al pubblico di casa.

Quella squalifica è il colpo più duro da digerire. Una debacle in campionato, per quanto pesante, si può assorbire con le gare residue. Saltare una finale di coppa, invece, è un lusso che non ci si può permettere. Romagnoli, 31enne, ha totalizzato 29 presenze in Serie A quest'anno, con una media voto stagionale di 7.00: un indicatore di solidità costante, seppure non sfavillante, nel cuore della difesa. Perdere il centrale biancoceleste nell'appuntamento più cruciale della stagione è un'assenza che la Lazio di Maurizio Sarri non può concedersi.

Il contesto dell'espulsione rende il boccone ancora più amaro. L'Inter, già incoronata campione d'Italia, è scesa all'Olimpico e ha imposto la sua legge con una facilità quasi irritante. Le marcature di Lautaro Martínez, Šušić e Mkhitaryan hanno fissato il 3-0, un verdetto che Sarri ha commentato con rara franchezza e autocritica — un'ammissione inusuale per un tecnico poco avvezzo ai mea culpa. La formazione nerazzurra di Cristian Chivu, d'altro canto, ha sfruttato l'occasione per lanciare un avvertimento preciso in vista della sfida di coppa.

I biancocelesti occupano l'ottavo posto in Serie A con 51 punti in 36 giornate, un ruolino di 13 vittorie, 12 pareggi e 11 ko. Il divario tra la loro difesa coriacea — solo 37 gol incassati finora — e il tracollo domenicale evidenzia quanto conti l'attimo, e forse i singoli. Il rating complessivo di Romagnoli, attestato a 75 su 100, lo dipinge come un elemento affidabile più che di classe pura, ma proprio quell'affidabilità mancherà a Sarri al fischio d'inizio della finale.

La vittoria dell'Udinese sul Bologna nello stesso turno ha spinto i friulani al nono posto, aumentando la pressione sui laziali per chiudere al meglio il torneo. Ora, però, la Coppa Italia è l'incognita decisiva: il tecnico toscano dovrà reinventare la retroguardia senza il suo perno più navigato, di fronte agli stessi rivali che li hanno appena fatti a pezzi con disinvoltura.