L'amministratore delegato del Sassuolo, Giovanni Carnevali, ha lasciato intendere che Fabio Grosso difficilmente proseguirà alla guida tecnica del club. Una dichiarazione che giunge in coda a una stagione che i neroverdi hanno chiuso all'undicesimo posto in Serie A, con 49 punti raccolti in 37 gare. Per Filippo Romagna, il difensore ventinovenne del Sassuolo, questa notizia aggiunge un ulteriore elemento d'incertezza a un'annata già di per sé avara di soddisfazioni a livello personale.

La questione legata alla panchina assume qui un rilievo particolare, dal momento che l'annata 2025-26 del calciatore è stata caratterizzata da una netta penuria di occasioni. Il difensore neroverde ha racimolato appena cinque apparizioni nell'arco della stagione, senza riuscire a mettere a segno gol o fornire assist, e con un voto medio di 6.80 — giudicato funzionale quando è stato chiamato in causa, ma quasi mai schierato. Un cambio alla guida tecnica rimescola sempre le carte in tavola, ridisegnando le gerarchie. Per un giocatore ai margini dei piani di Grosso, l'arrivo di un nuovo tecnico può rappresentare un vero e proprio reset o, al contrario, la conferma della porta d'uscita.

Le dichiarazioni di Carnevali – il quale ha espresso il suo scetticismo sulla volontà di proseguire il rapporto – sono state diplomatiche ma al tempo stesso inequivocabili. Grosso, il tecnico neroverde, era giunto al Sassuolo forte di una reputazione costruita a Frosinone. Tuttavia, l'undicesimo piazzamento finale del club, con 46 reti all'attivo e 49 al passivo, frutto di 14 successi, sette pareggi e 16 sconfitte in campionato, è lo specchio di un progetto che non ha mai trovato piena coesione. L'ultimo weekend ha visto i neroverdi incappare in una sconfitta nel derby contro il Parma, decisa da un'unica rete di Pellegrino, un risultato che ha impedito al Sassuolo di superare la soglia dei 50 punti.

Il punteggio AI complessivo di Romagna, pari a 55 su 100, suggerisce un potenziale non pienamente espresso, il cui raggiungimento, tuttavia, necessita di un minutaggio costante. Chiunque siederà sulla panchina del Mapei Stadium nella prossima stagione, si troverà ad ereditare questo interrogativo, insieme a tutte le altre incognite.