Il Sassuolo ha ufficialmente risolto il contratto dell'allenatore Fabio Grosso di comune accordo, ha confermato il club il 5 giugno 2026, ponendo fine a un mandato che si è concluso con i neroverdi all'undicesimo posto in Serie A con 49 punti in 37 partite. Per Filippo Romagna, difensore 29enne del Sassuolo, è il secondo stravolgimento manageriale a definire il suo futuro immediato in altrettanti mesi.

Il tempismo conta. Romagna inizia l'estate con un rating complessivo AI di 55 su un potenziale di 62, un divario che suggerisce spazio per lo sviluppo — ma lo sviluppo richiede stabilità, e il Sassuolo ha ora perso quell'ancora. Un nuovo allenatore arriverà con le sue preferenze difensive, la sua gerarchia e il suo giudizio su chi appartiene all'undici titolare.

Romagna ha collezionato cinque presenze in Serie A in questa stagione, terminando con un rating medio di 6.80 — un rendimento funzionale, sebbene i minuti limitati raccontino la loro storia riguardo alla sua posizione nei piani di Grosso. Il record difensivo del club durante la campagna — 49 gol subiti in 37 partite — non è stato una piattaforma da cui alcun singolo difensore avrebbe potuto costruire un argomento convincente per ottenere più tempo di gioco. Romagna faceva parte di un collettivo che non ha mai trovato il suo equilibrio.

Il Sassuolo è già stato accostato ad Alberto Aquilani come potenziale successore di Grosso, il che rappresenterebbe un significativo cambiamento nella filosofia di coaching. Che sia Aquilani o un altro candidato a ricoprire il ruolo, il tecnico in arrivo erediterà una squadra che ha concluso a metà classifica e un'unità difensiva che necessita di una definizione più chiara.

Per Romagna, la domanda è semplice: riuscirà a convincere un nuovo allenatore che la sua media di 6.80 e il potenziale suggerito dal suo profilo siano elementi su cui costruire? La risposta sarà modellata interamente da chi varicherà la soglia del Mapei Stadium prossimamente.