Filippo Romagna, difensore del Sassuolo, si prepara ad affrontare il Como di Cesc Fàbregas nel turno di Serie A del 17 aprile, con i neroverdi decimi in classifica a 45 punti dopo 33 giornate. La sfida arriva in un momento delicato per entrambe le squadre: il Como cerca di reagire alla sconfitta interna contro l'Inter, il Sassuolo deve scrollarsi di dosso il ko di Monza per 1-0, firmato da Colpani.
Per Romagna, la partita rappresenta un banco di prova concreto. Con soli cinque presenze stagionali e una media voto di 6.80, il difensore classe 1997 non è ancora un titolare inamovibile nel sistema di Fabio Grosso. Un profilo AI complessivo di 58 su 100, con un potenziale stimato a 62, suggerisce margini di crescita ancora da esprimere — ma a 28 anni quei margini si restringono ad ogni mese che passa senza minutaggio continuativo.
Il Sassuolo porta in campo una difesa che ha concesso 44 gol in 33 partite, media superiore a un gol subito a partita. Grosso ha costruito una squadra che segna poco — 41 reti, appena 1.24 a gara — e che non può permettersi di concedere ulteriori sbavature difensive. La notizia dell'assenza di Domenico Berardi, capitano dei neroverdi, priva la squadra del suo riferimento offensivo principale, spostando ulteriormente il peso della prestazione sul reparto arretrato.
Il Como di Fàbregas, reduce da una sconfitta ad alto punteggio contro l'Inter, arriverà a Reggio Emilia con la pressione di chi deve reagire. Per Romagna, guadagnarsi un posto in campo in questo contesto — e mantenerlo con solidità — è l'unico argomento che conta davvero nella sua stagione.