Giacomo Raspadori, attaccante 26enne dell'Atalanta, ha trasformato un calcio di rigore portando la Dea sul 2-0 contro il Pafos FC nella gara d'esordio in UEFA Europa Conference League, per poi essere sostituito a poco più di venti minuti dal fischio d'inizio. Una scena che ha lasciato l'ambiente nerazzurro con la stessa inquietante costante che ormai accompagna la sua stagione: al gol di Raspadori, fa spesso seguito l'incognita sulla sua tenuta fisica.

Il tempismo è tutt'altro che banale. Meno di quindici giorni orsono, il classe '97 era rientrato dagli impegni con la Nazionale con uno stiramento muscolare che gli era già costato le gare di Nations League. Si era appena ristabilito nei piani del tecnico dell'Atalanta Maurizio Sarri quando il match di Conference League di giovedì gli aveva offerto un rientro controllato contro un'avversaria cipriota — eppure la serata si è conclusa con l'ennesima uscita anticipata dal campo. La causa della sostituzione non è stata ancora confermata, ed sarebbe azzardato presumere il peggio. Tuttavia, il solo fatto è sufficiente a generare più di un interrogativo.

In Serie A in questa stagione, il numero 97 è sceso in campo in quattro occasioni, mettendo a segno un gol e collezionando una valutazione media di 7.15 — cifre che ne sottolineano la qualità quando è a disposizione, ma la chiave di lettura è proprio questa: "quando è a disposizione". L'Atalanta si trova al decimo posto in Serie A con nove punti in sei giornate, frutto di tre vittorie e altrettante sconfitte, e una differenza reti pari a zero. La formazione di Sarri possiede il talento offensivo per risalire la china; la questione cruciale è se quel talento possa rimanere in campo abbastanza a lungo da fare la differenza.

L'Atalanta ha vinto l'incontro di Conference League per 3-1, con le reti di Eljif Elmas e Gianluca Scamacca che hanno anch'essi trovato la via del gol; il risultato in sé è stato dunque agevole. La rete di Raspadori — il suo calcio di rigore per il 2-0 — è stato il tipo di contributo lucido che sottolinea il suo valore. La sua assenza per i restanti settanta e più minuti di gioco, tuttavia, è la notizia che prevale sul risultato finale.

Con un valore AI complessivo di 76 su 100 e un potenziale di 78, il talento atalantino si presenta come un giocatore ancora in ascesa verso il suo potenziale massimo. A 26 anni, quel picco di rendimento non è certo lontano. Ma un attaccante che continua a lasciare il campo anzitempo, per qualsiasi ragione, non può accumulare i minuti necessari a trasformare il potenziale in produzione effettiva. Il tecnico Sarri avrà bisogno di risposte chiare prima del prossimo impegno di Serie A — non solo sulla condizione fisica dell'attaccante, ma anche su come si presenterà l'Atalanta senza il suo apporto.