L'attaccante del Frosinone Antonio Raimondo, classe 2002, si appresta ad affrontare il Genoa questo fine settimana forte di un bottino di quattro gol in tre partite di Serie A. Una produzione che lo ha subito imposto come fulcro offensivo nell'ottimo avvio stagionale dei ciociari e lo rende l'elemento imprescindibile per la formazione di Massimiliano Alvini, se quest'ultima intende dare continuità al proprio promettente inizio.
Questi numeri non sono frutto del caso. Quattro reti in tre gare di campionato, un punteggio medio di 7.89 e una doppietta siglata contro il Venezia, capace di mantenere a galla i ciociari quando la partita stava per sfuggire di mano, sono segnali inequivocabili di un attaccante giunto in Serie A 2026-27 intenzionato a lasciare il segno. Il Frosinone occupa attualmente il settimo posto con sei punti, con l'unica sconfitta a rappresentare l'unica battuta d'arresto in tre uscite. Raimondo è stato il perno centrale di questo promettente avvio.
La sfida in casa del Genoa giunge in un momento cruciale. I padroni di casa devono ancora muovere la classifica in questa stagione, e il loro tecnico ha pubblicamente sottolineato la pressione affinché la sua squadra dia una risposta. Una pressione, peraltro, a doppio taglio: un Frosinone lanciato e con un attaccante in stato di grazia è precisamente l'avversario che una compagine in difficoltà non vorrebbe mai incrociare. Raimondo, dal canto suo, ha già dimostrato di sapersi destreggiare in situazioni di risultato scomodo: la gara contro il Venezia era scivolata sul 2-2 prima che la sua doppietta e la rete decisiva di Saba Kvernadze la ribaltassero sul 3-2.
Una riflessione più ampia si impone. Un punteggio complessivo AI di 75 su 100, con un potenziale di 82, suggerisce un giocatore che non ha ancora raggiunto il suo massimo potenziale. A 22 anni, il giovane attaccante sta producendo con una frequenza da top player, degna di attaccanti ben più esperti di lui. La costanza della sua vena realizzativa – ancora nessun assist, ma reti con una frequenza che alleggerisce la pressione sul resto del reparto offensivo – indica un centravanti che ha ben chiara la sua funzione primaria e la espleta con assoluta efficacia.
Il Frosinone di mister Alvini ha peraltro dimostrato di poter andare in gol senza dipendere da un'unica bocca da fuoco: il contributo di Kvernadze contro il Venezia ne è la lampante riprova. Tuttavia, le quattro reti di Raimondo in tre partite implicano che gli avversari debbano prima studiare contromisure specifiche per lui, creando di riflesso spazi preziosi per i compagni. Questa dinamica, se si manterrà costante, offrirà ai ciociari soluzioni concrete nella trequarti avversaria, anziché renderli un'unica minaccia facilmente prevedibile.
La vicenda Ghedjemis – con mister Alvini che ha pubblicamente dichiarato che l'ala deve riconquistare il suo posto in seguito a una querelle di mercato – aggiunge un ulteriore tassello di complessità alla gestione della rosa. Una complessità che la forma smagliante di Raimondo contribuisce però ad attutire: quando il tuo centravanti di prima scelta sta producendo a questo ritmo, le frizioni "di contorno" assumono un peso decisamente minore.
La trasferta in Liguria sarà il tipo di test che distinguerà la "fiammata" di inizio stagione dalla vera e propria consacrazione. Raimondo ha finora fornito tutte le indicazioni per appartenere a quest'ultima categoria.