Il Napoli tra transizione e incertezza: il difficile momento di Politano
Il centrocampista del Napoli Matteo Politano è stato protagonista di uno dei pomeriggi più movimentati della Serie A di questo fine settimana, mentre la squadra di Massimiliano Allegri ha sciupato un vantaggio di due reti terminando in pareggio 3-3 contro la Roma in casa — un risultato che ha generato tanta frustrazione in Allegri da valergli l'espulsione e mettere addirittura in discussione la sua permanenza in panchina.
Il pareggio acquista peso specifico per Politano perché fotografa la tensione che avvolge una squadra del Napoli ancora incerta sulla propria identità tattica. A 33 anni, non è un profilo che può permettersi di galleggiare in una rosa in transizione. Ha bisogno di certezze e di un progetto strutturato, ma il Napoli di Allegri — nono in classifica con 11 punti in otto giornate — sta ancora cercando entrambe le cose.
Quello che il pomeriggio ha regalato è stato un momento di serenità tra Politano e il difensore giallorosso Mancini: i due si scambiano un sorriso dopo un contrasto nella costruzione dell'apertura del Napoli. È un dettaglio che passa inosservato, eppure rivela la lucidità del numero azzurro nei momenti di pressione — qualità che ha caratterizzato le sue prove migliori in questa stagione. La sua media stagionale di 6.98 su otto presenze in campionato, accompagnata da un gol e due assist, restituisce l'immagine di un giocatore che contribuisce senza trascinare, presente senza risultare determinante.
Questo è il ritratto onesto di Politano in questa fase della stagione 2026-27. Il suo rating complessivo di 72 su 100 rispecchia un giocatore dal valore concreto ma contenuto — sufficientemente esperto da trovare spazi, tecnicamente solido nel collegare il gioco, ma non più quel tipo capace di ribaltare una partita da solo. Contro la Roma la partita è effettivamente cambiata, solamente non nel verso sperato dal Napoli.
L'irritazione di Allegri al termine della sfida — ha ammesso candidamente che forse non avrebbe dovuto restare — segnala un'instabilità più profonda in seno al club. Fuori dal rettangolo, persistono interrogativi sulla posizione del direttore sportivo Giovanni Manna presso Aurelio De Laurentiis, con la proprietà che starebbe già valutando alternative per quella carica. L'incertezza istituzionale raramente favorisce la continuità di un giocatore dell'età di Politano.
La settimana precedente al 3-3 contro i giallorossi, il mediano aveva fornito una buona prestazione nella sfida europea contro il Bodo/Glimt, un segnale che la sua condizione stava migliorando. Il pareggio all'Olimpico non cancella questo dato di fatto, ma lo complica. Il Napoli ha messo a segno tre reti senza riuscire a vincere. Politano ha contribuito a una squadra che ha costruito, ma davanti a una difesa che ha incassato gol con preoccupante facilità.
A 33 anni, con il campionato ancora agli inizi, il contributo migliore di Politano potrebbe essere esattamente quello che i numeri raccontano: continuità, professionalità, affidabilità. Che la squadra di Allegri riesca a edificare qualcosa di solido attorno a questa stabilità è l'interrogativo più urgente del momento.