Il centrocampista del Napoli Matteo Politano ha parlato con franchezza della vulnerabilità difensiva della sua squadra dopo la sconfitta per 2-0 contro la Juventus del 1° novembre. Ha ammesso che i partenopei sono «fragili» in questo momento, ma ha insistito sul fatto che gli infortuni non possano essere un alibi in vista della prossima sfida di Champions League contro il Porto.
Il momento in cui arriva questa sincerità non è casuale. Il Napoli di Massimiliano Allegri è ottavo in Serie A con 14 punti in dieci partite: una posizione che racconta una squadra capace di vera qualità in attacco, ma incline a subire gol nei momenti sbagliati. La colonna dei gol subiti dice tutto: le due reti incassate contro la Juventus hanno portato il conto a 13 in dieci gare di campionato, un dato che rovina quello che era stato un ottobre promettente.
In quell'ottobre c'è stata una prestazione di Politano che gli è valsa alcuni dei elogi individuali più sonori della sua stagione. Contro il Monza, il 28 ottobre, ha segnato il gol che ha riportato avanti il Napoli sull'1-2, al 3' della ripresa, dopo il pareggio del Monza, e la sua influenza complessiva nel 4-1 finale ha fatto accostare il suo gioco a quello di un giocatore di biliardo, per la precisione dei movimenti e delle giocate. A 33 anni Politano non è un giocatore che costruisce i propri momenti con l'atletismo, ma con il posizionamento e il tempismo, e contro un Monza neopromosso ha mostrato entrambe le qualità.
I suoi numeri stagionali in dieci presenze in Serie A, due gol, tre assist e una valutazione media di 7,08, raccontano un giocatore che rende sopra la soglia della funzionalità senza ancora raggiungere il livello che lo renderebbe indispensabile in un discorso scudetto. Un punteggio complessivo da AI di 73 su 100 indica un contributore affidabile più che un uomo da vittoria, ed è proprio questo a rendere credibile la sua franchezza sulla fragilità del Napoli: è abbastanza vicino al problema da chiamarlo per nome, ed è abbastanza esperto da non farne un dramma.
Allegri, dal canto suo, ha riconosciuto che il destino del Napoli in Champions League resta nelle sue mani, chiarendo però che la priorità è il campionato. Questa gerarchia è comprensibile alla luce dell'ottavo posto, ma colloca Politano in una situazione familiare per un giocatore del suo profilo: gli si chiede continuità in tutte le competizioni quando la struttura difensiva della squadra non offre ancora la base che i suoi contributi in attacco meriterebbero.
La sconfitta contro la Juventus è stata un correttivo dopo l'euforia di Monza. La risposta di Politano, pubblica, misurata e rivolta al futuro, è quella di un professionista che si è già trovato in questa situazione. Se il Napoli riuscirà a correggere le disattenzioni difensive da lui indicate prima della trasferta di Porto è la domanda che definirà le prossime due settimane.