Il centrocampista del Napoli Matteo Politano ha denunciato pubblicamente la cultura del silenzio nello spogliatoio dopo la sconfitta per 4-1 contro il Porto in Champions League, sostenendo che, quando i risultati non arrivano, a parlare siano solo i giocatori italiani della rosa. Le sue parole hanno avuto la forza di un'accusa più che di un lamento e arrivano in un momento in cui il Napoli di Allegri naviga già in acque agitate.

Il momento rende il gesto ancora più significativo. Il Napoli è ottavo in Serie A con 14 punti in dieci partite, frutto di quattro vittorie, due pareggi e quattro sconfitte: un bilancio ben lontano da quello che la qualità della rosa lascerebbe immaginare. Politano, a 33 anni, ha l'autorevolezza di un veterano del gruppo, e la sua disponibilità a indicare il problema, anche solo in modo indiretto, segnala che la tensione interna ha superato il punto in cui bastava la diplomazia.

Non è stato l'unico a mostrare insofferenza. Scott McTominay ha espresso pubblicamente la propria rabbia, mentre Rasmus Winther Højlund ha preso le distanze dalla valutazione di Massimiliano Allegri, secondo cui il Napoli avrebbe giocato bene contro il Porto: una smentita diretta della lettura data dall'allenatore dopo la gara. Lo spogliatoio, insomma, non parla con una sola voce, e l'intervento di Politano suggerisce che abbia deciso che il silenzio non sia più un'opzione.

La sua stagione è un sottofondo complesso a tutto questo. Due gol e tre assist in dieci presenze in Serie A, con una valutazione media di 7,08, lo collocano tra i contributori più costanti del Napoli. Il suo gol nel 4-1 al Monza del 28 ottobre, arrivato al terzo minuto della ripresa per riportare avanti il Napoli sul 2-1, è stato il tipo di intervento deciso e capace di spostare l'inerzia che definisce il suo valore per la squadra. Quella vittoria oggi sembra un ricordo lontano.

È la sconfitta contro il Porto, la terza del Napoli in quattro partite di Champions League, ad aver imposto la resa dei conti. Politano aveva già ammesso prima della gara che il Napoli fosse "fragile" in difesa e subisse troppo facilmente, precisando che gli infortuni non potevano diventare un alibi. Il risultato gli ha dato ragione su entrambi i fronti. Quello che è seguito non è stato un'analisi misurata, ma qualcosa di più vicino a una rottura, con i giocatori che contraddicono l'allenatore e il più esperto degli italiani del gruppo che punta il dito sulla responsabilità collettiva.

Il direttore sportivo del Napoli Giovanni Manna ha fatto sapere che il club si muoverà nel mercato di gennaio, precisando però che l'attacco è l'unico reparto in cui la rosa è adeguatamente coperta. Quella valutazione, giusta o sbagliata, mette il peso del miglioramento interamente sulle spalle dei giocatori già presenti. Politano, con un overall IA di 73 su 100, sta rendendo vicino al proprio massimo. La domanda è se chi gli sta intorno possa dire lo stesso.