Napoli arrivò all'Arena Garibaldi come squadra ospite e la lasciò con una vittoria di 0-3 che, sostanzialmente, fu decisa durante la prima mezz'ora. Due gol in sei minuti - il 21° e il 27° - tolsero a Pisa qualsiasi via d'uscita dal match e il punteggio finale rifletteva un divario che la squadra di Oscar Hiljemark non riuscì a risollevare.

Il gol iniziale arrivò quando il centrocampista del Napoli Scott McTominay convertì con l'assist dell'attaccante Rasmus Højlund, che aveva partecipato all'azione con un ruolo diversificato piuttosto che finalizzare. Sei minuti dopo si segnò il vantaggio: il difensore del Napoli Amir Rrahmani aggiunse il secondo gol assistito da Eljif Elmas e la tensione competitiva del match si dissolse praticamente. Un vantaggio di 2-0 costruito su un goal di centrocampo e una conclusione del centrocampista parlava della capacità dei Napoli di segnare attraverso diversi canali, a differenza di un singolo punto focale.

Conte guidò il Napoli nella seconda metà con l'autorità di una squadra che aveva già compiuto il lavoro difficile. La doppia sostituzione al 59° minuto - Mathías Olivera e Kevin De Bruyne entrarono per Alessandro Buongiorno ed Elmas rispettivamente - permise a Conte di fare delle rotazioni senza perdere la guida del match. Pisa, dal canto suo, fece cinque sostituzioni tra il 60° e il 71° minuto, un numero elevato che segnalava disgregazione anziché una finezza tattica. Nessuna di queste sostituzioni cambiò la direzione del match.

Il gol decisivo - e quello che confermò l'importanza della vittoria per il Napoli - arrivò dallo stesso Højlund nel 90° minuto più due, assistito da Pasquale Mazzocchi. Rasmus Højlund aveva segnato il primo goal dell'incontro e concluso il match con un contributo che ha definito la struttura del match intero. L'attaccante norvegese ha preso parte all'azione a entrambe le estremità della partita, nel primo minuto di azione significativo e nell'ultimo, dando al rendimento del Napoli una coerenza strutturale che il punteggio grezzo riesce solo in parte a rappresentare.

La serata di Pisa fu sintomatica di un problema più profondo. Il lato di Hiljemark ha collezionato zero punti nelle ultime cinque partite, subendo undici gol nello stesso periodo e segnando due. Gli ultimi tre incontri hanno prodotto un solo goal a favore e otto contro. Questo non è stata una squadra che ha perso strettamente; si trattava di una squadra che è stata consistentemente battuta in un periodo sostenuto, e la partita di domenica ha offerto alcuna prova di una correzione del comportamento. La flurry di cinque sostituzioni dopo l'ora sembrava meno una regolazione tattica ed altro come un tentativo di cambiare l'atmosfera di una gara che era già stata decisa.

Il rendimento del Napoli nell'arco degli stessi cinque match racconta una storia più complicata: due vittorie, un pareggio, due sconfitte, con sette punti su quindici disponibili. La vittoria casalinga per 4-0 contro Cremonese e questa vittoria rappresentano la forma di Conte e il suo team al loro più controllato; le sconfitte casalinghe per 2-3 contro Bologna e per 0-2 contro Lazio rappresentano l'inconsistenza che ha caratterizzato il team. Nello stesso arco di tempo precedente - un pareggio a Como, una sconfitta casalinga per 2-3 contro Bologna e questa vittoria - Napoli ha collezionato quattro punti. Il risultato di Pisa è un punto positivo, ma la forma curva non suggerisce ancora una squadra che abbia trovato uno slancio duraturo.