L'attaccante della Lazio Andrea Pinamonti è stato convocato da Gennaro Gattuso per la trasferta contro il Sassuolo del 28 ottobre, la sua disponibilità confermata dopo i dubbi emersi sulle sue condizioni fisiche — e l'Aquile hanno sfruttato il roster al completo, vincendo 6-2 per consolidare il primato in Serie A.

Il risultato racchiude un significato che trascende il semplice punteggio. La Lazio comanda con 25 punti dopo nove giornate, con un bottino di otto vittorie e un pareggio, avendo subito appena sette reti in tutta la stagione. Questa solidità difensiva, unita a un attacco prolifico che ha realizzato sei gol — pur fallendo due occasioni dal dischetto — testimonia una squadra che opera con una profondità e una sicurezza che rendono il ruolo di Pinamonti degno di attenzione.

Il classe '97, forte di un gol e un passaggio decisivo in sette apparizioni di campionato, registra una valutazione media di 6.62. Numeri modesti secondo i parametri di una squadra che segna al ritmo attuale della Lazio, e il suo valore complessivo AI di 67 su 100, con un potenziale di 70, tratteggia un giocatore dal tetto definito piuttosto che ancora in ascesa. Non è un progetto; è un professionista il cui valore risiede nell'affidabilità e nell'adattamento tattico all'interno del sistema di Gattuso.

Il suo rientro in rosa dopo un periodo di incertezza assume significato specifico: Gattuso chiaramente lo ritiene parte integrante della rotazione, non un corpo estraneo. Una vittoria 6-2 in cui sono caduti anche due rigori testimonia un reparto offensivo ricco di alternative e ambizioni. Il compito di Pinamonti è farsi trovare pronto quando richiesto.

Con la sosta internazionale alle spalle e una serie di nove gare senza sconfitte in bacheca, la sfida dei capitolini è mantenere questo livello sull'arco dell'intera stagione. Il contributo del numero 27 — che sia da protagonista o da elemento a gara in corso — sarà misurato non da singole prestazioni bensì dalla crescita dei suoi numeri man mano che il campionato si addentra e le sfide diventano meno benevole.