L'attaccante della Fiorentina Roberto Piccoli inizia la pre-stagione 2026-27 come una figura periferica, ai margini di un club le cui decisioni estive lo hanno costantemente messo in secondo piano. I viola si sono pubblicamente opposti alla cessione di Moise Kean, hanno finalizzato l'arrivo in prestito di Joao Mario dalla Juventus e hanno annunciato un'iniziativa per il centenario che ritirerà la maglia numero 10 di Giancarlo Antognoni in vista della prossima stagione — una serie di attività che segnalano un'ambizione istituzionale senza però prevedere un ruolo visibile per Piccoli al centro del progetto.
La questione, in sostanza, è semplice: un attaccante di 25 anni che ha realizzato tre reti e un assist in 31 apparizioni in Serie A lo scorso campionato, valutato con una media voto di 6.50, necessita di un ruolo definito oppure di una nuova sistemazione. L'operato della società gigliata suggerisce che nessuna delle due paia imminente, un segnale eloquente di per sé.
I dati di Piccoli dal 2025-26 delineano un profilo di presenza ma senza vero impatto. Trentuno apparizioni rappresentano un minutaggio significativo, ma tre gol a fronte di tale volume di coinvolgimento indicano un giocatore impiegato nelle rotazioni piuttosto che una soluzione affidabile. Un rating AI complessivo di 56 su un massimo di 100, contro un potenziale massimo stimato di 68, suggerisce che le potenzialità non mancano — il divario tra il rendimento attuale e quello potenziale è tangibile — tuttavia, l'ambiente ideale per colmarlo potrebbe non essere la Fiorentina di Paolo Vanoli.
L'insistenza della società nel trattenere Kean è il segnale più netto. Il rifiuto della Fiorentina di prendere in considerazione un'offerta, si dice, di 40 milioni di euro per il proprio centravanti titolare dissipa ogni dubbio sulle gerarchie offensive. Kean rimane; l'attaccante classe 2001 occupa lo spazio alle sue spalle. In un collettivo che ha chiuso al 14° posto con 42 punti lo scorso campionato — frutto di nove vittorie, quindici pareggi e quattordici sconfitte — tale spazio non può fungere da rampa di lancio.
La celebrazione del centenario per Antognoni e l'operazione Joao Mario non sono direttamente riconducibili al giovane attaccante, ma evidenziano dove si stanno concentrando le energie emotive e finanziarie della società: eredità, identità e rinforzi mirati in settori diversi dalla prima linea offensiva. Nessuna delle operazioni principali di questa finestra estiva è stata concepita per migliorare la sua condizione.
A 25 anni, Piccoli si trova in un'età cruciale in cui un trasferimento, magari in prestito o a titolo definitivo, verso un club con chiare esigenze in attacco, potrebbe dare una svolta a una carriera che finora ha registrato un buon numero di apparizioni ma poco slancio concreto. Restare in maglia viola per un'altra stagione da comprimario restringerebbe ulteriormente questa finestra temporale.