L'attaccante della Fiorentina Roberto Piccoli inizia il pre-campionato 2026-27 con il club viola che si muove in direzioni di mercato che sembrano escluderlo dai piani futuri. I gigliati si sono pubblicamente opposti alla cessione di Moise Kean, hanno perfezionato l'arrivo in prestito di Joao Mario dalla Juventus e hanno annunciato un'iniziativa per il centenario che prevede il ritiro per una stagione della maglia numero 10 in omaggio a Giancarlo Antognoni – un segnale chiaro di un club che guarda all'eredità e all'identità, piuttosto che alla semplice rotazione della rosa o alla valorizzazione di un singolo attaccante.

In sintesi, la situazione è chiara: Piccoli, 25 anni, ha chiuso la stagione 2025-26 con tre reti e un assist in 31 apparizioni in Serie A con la Fiorentina, con una valutazione media di 6.50 a partita. Questi numeri descrivono un giocatore sceso in campo con discreta regolarità, ma troppo di rado per risultare decisivo. Un punteggio AI complessivo di 56 su 100 indica un potenziale massimo di 68, ma il divario tra il rendimento attuale e il potenziale massimo è proprio il nodo della questione quando il club manifesta pubblicamente un'attenzione particolare verso il tuo diretto concorrente.

La stagione della Fiorentina sotto la guida di Paolo Vanoli si è chiusa al 14° posto con 42 punti in 38 giornate – con nove vittorie, quindici pareggi e quattordici sconfitte, a fronte di 41 reti realizzate e 50 incassate. Questa è una squadra che ha mostrato difficoltà in fase realizzativa, eppure ha scelto di imperniare il suo attacco attorno a Kean. Le tre reti di Piccoli in questo contesto non rappresentano un dato imbarazzante, ma neppure una posizione di forza in sede di trattativa.

Il gesto celebrativo del centenario, in onore di Antognoni, e l'approdo di Joao Mario narrano la medesima storia da prospettive diverse: la Fiorentina sta investendo, emotivamente e strutturalmente, su una precisa visione di sé stessa. Nessuna delle due dinamiche apre varchi per un attaccante che ambisce a minuti da comprimario. La descrizione di Antognoni da parte del presidente Giuseppe Commisso, quale incarnazione stessa del club – "Giancarlo è Firenze", secondo le sue parole – rafforza l'idea di una società viola proiettata al consolidamento attorno a simboli e certezze, piuttosto che a esperimenti.

Per Piccoli, la strada più proficua non è probabilmente quella della pazienza. A 25 anni, con un potenziale massimo che i dati indicano ancora non pienamente espresso, un'ulteriore stagione da comprimario in una squadra di metà classifica rischia di cristallizzare la sua crescita anziché favorirne lo sviluppo. La domanda a cui lo staff tecnico di Vanoli dovrà rispondere prima della chiusura della finestra di mercato è se l'attaccante faccia parte della soluzione per una squadra che, la scorsa stagione, ha realizzato solamente 41 reti, o se rappresenti una risorsa da valorizzare altrove. I numeri della stagione 2025-26 non offrono una risposta definitiva a questo quesito, ma l'attività di mercato della Fiorentina lascia intendere che la società abbia già le idee chiare.