Roberto Piccoli, attaccante della Fiorentina, si avvicina alla fase finale della finestra estiva come uno dei più probabili partenti del club — un giocatore i cui numeri modesti nella stagione 2025-26 hanno fatto ben poco per complicare i piani futuri dei gigliati.

Il quadro attorno a Piccoli è mutato in modo decisivo questa settimana. Franco Mastantuono, il giovane talento del Real Madrid, è arrivato a Firenze con un'accoglienza che ha confermato la volontà del club di virare su un profilo di attaccante diverso: più giovane, con un potenziale più elevato, e che giunge con il prestigio di un prestito da uno dei club più potenti del calcio europeo. Contemporaneamente, Pellegrino del Parma è stato accostato alla Fiorentina come potenziale rinforzo, con la Juventus anch'essa interessata. La società è attiva sul mercato, e Piccoli non è più al centro dei suoi piani.

I numeri spiegano il perché. In 31 presenze in Serie A nella stagione 2025-26, l'attaccante ha messo a segno tre reti e fornito un assist, con una valutazione media di 6.50 e un punteggio AI complessivo di 56 su un massimo di 100 — con un potenziale proiettato di 68. Questo dato sul potenziale è il più significativo: suggerisce un giocatore che, a 25 anni, si sta avvicinando al limite massimo di ciò che la previsione analitica gli attribuisce. Per un club che ha concluso al 14° posto con 42 punti in 38 partite — nove vittorie, quindici pareggi, quattordici sconfitte, 41 gol segnati — la pressione per rinforzare il reparto offensivo è strutturale, non cosmetica.

Il precampionato della Fiorentina ha già evidenziato la direzione intrapresa. Un pareggio per 1-1 contro il Deportivo La Coruña nell'ultima amichevole estiva ha visto Ndour andare in rete per i viola, con il neo arrivato in prestito dalla Juventus Joao Mario anch'esso in campo. La squadra di Paolo Vanoli sta venendo assemblata con un'ossatura diversa. Il numero 9 non era tra i nomi che hanno generato i titoli dei giornali dopo quella partita.

A ciò si aggiunge una certa turbolenza a livello dirigenziale. Una disputa tra il presidente del club Commisso e la leggenda della Fiorentina Giancarlo Antognoni, riguardo al ritiro della maglia numero 10 per la stagione del centenario, ha creato non pochi attriti attorno alla società in un momento in cui la chiarezza d'intenti servirebbe meglio a tutti. Questo attrito interno raramente aiuta i giocatori ai margini della rosa a sostenere la loro causa per rimanere.

L'attaccante non è certamente privo di valore. Tre reti da un ruolo di supporto in una squadra che ha segnato solo 41 volte nell'intera stagione non sono poche. Ma la Viola sta costruendo qualcosa di più ambizioso, e un attaccante il cui potenziale analitico si attesta a 68 — in una rosa che ora vede l'inserimento di Mastantuono e monitora ulteriori rinforzi — si trova di fronte a un calcolo semplice: trovare un club in cui sia una priorità offensiva, o accettare un minutaggio sempre più ridotto a Firenze.

Il mercato è aperto. Tutti gli indizi puntano in una sola direzione.