Franco Mastantuono, il teenager del Real Madrid, è sbarcato a Firenze questa settimana, ricevendo un'accoglienza che ha sottolineato con chiarezza la direzione delle ambizioni della Fiorentina — e quanto distante dal cuore di queste ambizioni si trovi, al momento, Roberto Piccoli, attaccante della Fiorentina. Il 25enne ha chiuso la stagione di Serie A 2025-26 con tre gol e un assist in 31 presenze, un rating medio di 6.50 e una valutazione AI di 56 su 100. Questi numeri delineano il profilo di un giocatore di complemento, il cui apporto è stato più di presenza che di sostanza, senza mai del tutto convincere.
Il significato è di natura strutturale. La Fiorentina ha trascorso l'estate ad accrescere le proprie opzioni offensive, posizionandole chiaramente al di sopra di Piccoli nelle gerarchie. Moise Kean è rimasto in maglia viola, dopo che la società ha resistito alla sua cessione. Joao Mario è arrivato in prestito dalla Juventus. Ora Mastantuono si unisce a titolo temporaneo dal Real Madrid, con il club spagnolo che si fa carico di una parte del suo ingaggio. Il percorso dell'attaccante verso minuti significativi nel 2026-27 non si è solo ristretto, ma è stato completamente dirottato dalle scelte societarie.
Il precampionato ha offerto poche risposte. La Fiorentina ha pareggiato 1-1 contro il Deportivo La Coruña nella sua ultima uscita stagionale, con Nico Ndour a segno per i viola. Piccoli non compare nelle cronache della partita disponibili, un segnale di per sé eloquente. Quando l'ultimo test precampionato di un club genera titoli sull'arrivo di un nuovo acquisto e su un gol di un centrocampista, l'assenza dell'attaccante dalla narrazione è particolarmente significativa.
Non mancano le turbolenze extra-campo. La leggenda della Fiorentina Giuliano Antognoni ha criticato pubblicamente la decisione del club di ritirare la maglia numero dieci per la stagione del centenario, una mossa che ha complicato l'arrivo di Mastantuono, poiché l'argentino sarebbe il candidato naturale a vestirla. Le frizioni interne non toccano direttamente Piccoli, ma riflettono un club che gestisce contemporaneamente molteplici pressioni e dinamiche complesse — non certo un ambiente che giova solitamente ai giocatori di contorno in cerca di chiarezza sul proprio futuro.
La stagione 2025-26 della Fiorentina si è chiusa al quattordicesimo posto con 42 punti, con un bilancio di nove vittorie, 15 pareggi e 14 sconfitte in 38 partite. È un club che ha segnato 41 gol in tutta la stagione — un dato che contestualizza i tre gol di Piccoli come modesti, ma non del tutto anomali dato il rendimento offensivo corale della squadra. La domanda per il successore di Paolo Vanoli — Fabio Grosso è nominato nei resoconti precampionato come il tecnico che sta dirigendo le amichevoli estive — è se Piccoli rappresenti una risorsa da mantenere in rosa o uno slot in rosa da utilizzare diversamente.
Un possibile trasferimento è sul tavolo del mercato. La Fiorentina starebbe monitorando la situazione di Pellegrino, mentre il Parma persegue un'operazione di mercato separata, il che metterebbe la viola nella posizione ideale per accogliere il difensore argentino qualora si rendesse disponibile. Si tratta di un affare difensivo, ma segnala un club ancora attivo nella finestra di mercato e disposto a rimodellare ulteriormente la rosa. Per Piccoli, l'aritmetica è semplice: tre attaccanti di ruolo davanti a lui, un nuovo acquisto che genera autentico entusiasmo e un club la cui attività di mercato ha costantemente puntato in ogni direzione, tranne che nella sua.
A 25 anni, con un potenziale massimo valutato a 68 su 100, Piccoli ha bisogno di giocare con regolarità per raggiungere tale potenziale. È improbabile che possa trovarlo alla Fiorentina in questa stagione.