L'attaccante del Bologna Roberto Piccoli è uscito sconfitto dal Maradona domenica, con un 1-0 contro il Napoli che aggrava un inizio di stagione 2026-27 di Serie A già difficile per la squadra di Domenico Tedesco e solleva interrogativi stringenti sulla provenienza dei gol.
La sconfitta al Maradona è la terza per il Bologna in quattro gare di campionato. I Felsinei si ritrovano al 16° posto con un solo punto in classifica, con due reti all'attivo e cinque al passivo. Per una società che ha rivoluzionato il suo reparto offensivo durante l'estate — con Piccoli arrivato dalla Fiorentina ad agosto proprio come parte di questo restyling — i primi responsi sono deludenti. Una differenza reti di -3 dopo appena quattro turni non suona come un allarme isolato, ma l'andamento generale dei risultati le conferisce un peso specifico.
Il centravanti ha un valore AI complessivo di 68 su 100, con un potenziale di 75, cifre che descrivono un attaccante ancora in piena fase di maturazione piuttosto che un elemento già pienamente affermato. Il suo rendimento in Serie A finora lo conferma: una rete in quattro apparizioni, con un voto medio di 6.81. Operoso, sì, ma non ancora l'elemento risolutore di cui ha bisogno una squadra nella delicata posizione di classifica del Bologna.
La rete di Stanislav Lobotka è bastata al Napoli per conquistare i tre punti, ma il margine, seppur minimo, non può certo lusingare nessuna delle due contendenti. Gli uomini di Tedesco hanno prodotto ben poco in fase offensiva, e l'ingresso tardivo di Lorenzo Lucca – che ha provocato una reazione plateale dall'allenatore del Napoli Massimiliano Allegri a bordo campo – ha solo rafforzato la sensazione che entrambe le panchine fossero a caccia di risposte. Allegri, dal canto suo, ha ammesso che l'ingresso del suo attaccante non era andato come previsto.
La vittoria per i partenopei è stata la prima della stagione tra le mura amiche, un dato che contestualizza in parte il risultato: il Bologna è stato superato da una squadra anch'essa in fase di rodaggio. Un magro conforto, questo, se si considera che la classifica recita un punto in quattro giornate, e che il nuovo reparto avanzato dei rossoblù deve ancora trovare la quadratura.
L'attaccante rossoblù compirà 26 anni a gennaio. Ha tempo, e il potenziale massimo che si legge nel suo profilo suggerisce margini di crescita concreti. Ma i Felsinei hanno bisogno di punti subito, e l'unica rete stagionale del 25enne non è sufficiente per sostenere il peso dell'attacco che Tedesco gli ha affidato.