Il centrocampista del Como Máximo Perrone non ha ancora inciso sul tabellino con gol o assist in tre gare di Serie A nel 2026-27, eppure i lariani si ritrovano sesti in classifica con sette punti da tre partite imbattute — e hanno appena travolto il RB Leipzig per 4-1 nel loro debutto in Champions League. Il 23enne argentino sta macinando minuti in una formazione che, a ogni metro di giudizio, sta superando ogni più rosea aspettativa.

Il punto è questo: il Como non è più una semplice curiosità. È una squadra di Champions League, l'unica compagine italiana a centrare la vittoria nella serata inaugurale della fase a gironi, come sottolineato da Alessandro Del Piero, e il progetto di Fàbregas ha raggiunto una tale maturità da ridefinire le aspettative su ogni singolo elemento della rosa — Perrone incluso.

I suoi numeri individuali sono modesti. Una media voto di 6.73 in tre apparizioni in Serie A lo colloca in un ambito più funzionale che decisivo. Un indice di valutazione complessivo di 72 su 100, con un potenziale di 78, suggerisce un profilo il cui limite non è ancora stato toccato — un centrocampista che sta ancora affinando gli strumenti per imporsi a questo livello. La forbice tra questi due dati non è una critica; è un invito alla crescita.

Il contesto che avvolge Perrone pesa tanto quanto il suo contributo diretto sul campo. L'undici di Champions League sceso in campo contro il Leipzig annoverava nomi come Nico Paz, Martin Baturina e Anastasios Douvikas — profili che testimoniano l'ambizione offensiva di Fàbregas. Il club, nel frattempo, sta blindando Diao con un contratto fino al 2031, chiara dimostrazione di fiducia istituzionale nella solidità del progetto a lungo termine. Perrone agisce in una rosa che sta prendendo forma per consolidarsi, non semplicemente per galleggiare.

La sfida per Perrone è trovare la sua dimensione definitiva. In una squadra capace di siglare sette reti in tre giornate di campionato, un centrocampista centrale a secco di bonus rischia di mimetizzarsi nel contesto. Il suo potenziale, però, suggerisce che possa e debba essere ben più di un semplice gregario. Se il sistema di Fàbregas, ormai collaudato tra competizioni nazionali ed europee, saprà creare le condizioni ideali affinché Perrone si imponga con maggiore incisività è l'interrogativo a cui la sua stagione è chiamata a rispondere.

A sole tre giornate dall'inizio, la risposta è ancora in fase di elaborazione.