Il difensore dell'Inter Benjamin Pavard è sceso in campo nel pareggio per 1-1 dei Nerazzurri contro il Milan in un'amichevole precampionato a Perth, Australia, lo scorso 6 agosto. La rete firmata da Dimarco è stata vanificata dal pari di Nkunku in un derby andato in scena a quasi 14.000 chilometri di distanza da San Siro.
Il risultato in sé era secondario. L'allenatore dell'Inter Cristian Chivu lo ha ribadito nel post-partita, sottolineando come il lavoro svolto abbia più valore dei risultati in questa fase della preparazione. Per Pavard, questa prospettiva assume tuttavia un peso particolare. Il difensore centrale trentenne si affaccia alla stagione di Serie A 2026-27 forte di una sola presenza ufficiale nella scorsa annata, senza gol né assist e con una valutazione media di 7.50. Un dato che suggerisce qualità quando chiamato in causa, ma che solleva interrogativi sulla sua centralità nei piani difensivi del tecnico rumeno.
La valutazione complessiva AI di Pavard, pari a 72 su 100 con un potenziale massimo di 65, riflette un calciatore il cui picco prestazionale potrebbe essere già alle spalle, almeno statisticamente, sebbene il suo rendimento fisico e tattico nelle singole apparizioni rimanga apprezzabile. In un club che domina la Serie A con 86 punti in 37 partite (27 vittorie, cinque pareggi, cinque sconfitte, 86 gol fatti e solo 32 subiti), la competizione per un posto nel reparto arretrato è feroce. Il muro difensivo dell'Inter è tra i meno perforati nel panorama calcistico europeo, il che significa che i difensori che hanno contribuito a edificarlo si sono guadagnati il loro posto sul campo.
L'amichevole di Perth ha offerto al difensore francese un'altra occasione per perorare la propria causa in un contesto di alto profilo. L'enfasi del tecnico rumeno sul processo piuttosto che sui risultati nel precampionato è tatticamente coerente: la condizione atletica, la forma fisica e la comprensione dei meccanismi di gioco contano di più ad agosto che i meri risultati. Ma per un centrale con pochi minuti accumulati, ogni apparizione in campo equivale anche a un provino.
Se Pavard riuscirà a convertire il suo coinvolgimento precampionato in un ruolo significativo con l'inizio della stagione di Serie A, è la domanda a cui la sua stagione 2026-27 dovrà dare una risposta.