Il Parma ha incassato una sconfitta interna per 2-3 contro l'AS Roma domenica pomeriggio, un esito segnato da due reti giallorosse arrivate oltre l'87' — una su inserimento di un subentrato, l'altra dal dischetto — che ha lasciato la formazione di Carlos Cuesta García con appena tre punti nelle ultime tre uscite.
I giallorossi erano passati in vantaggio già al 22', grazie al gol dell'attaccante dell'AS Roma Donyell Malen, bravo a finalizzare un assist di Paulo Dybala e a sbloccare il match per la squadra di Gasperini. La reazione del Parma non si è fatta attendere: al 47', l'attaccante dei ducali Gabriel Strefezza ha trovato il pareggio, servito da Hans Nicolussi Caviglia. Quel lampo di energia, però, i padroni di casa non l'hanno saputo gestire. Appena un minuto dopo, Strefezza è finito sul taccuino dell'arbitro con un giallo, e sei minuti più tardi è stato richiamato in panchina per far spazio a Mateo Pellegrino — una mossa che, che fosse precauzionale o strategica, ha tolto dal campo l'uomo che aveva appena ribaltato l'inerzia.
La Roma ha riguadagnato il dominio con le proprie sostituzioni. Niccolò Pisilli è subentrato a Matías Soulé al 58', seguito un minuto dopo da Neil El Aynaoui al posto di Bryan Cristante, rimodellando il centrocampo ospite prima dell'ora di gioco. Il Parma, dal canto suo, ha operato una raffica di cambi tra il 74' e il 79' — con Franco Carboni, Sascha Britschgi, Pontus Almqvist e Nahuel Estévez gettati nella mischia — e uno di quei innesti ha regalato il colpo di scena. All'87', Estévez ha servito il centrocampista del Parma Mandela Keita, che ha insaccato per il 2-2, accendendo l'illusione di un punto al Tardini.
Illusione vana. Al quarto minuto di recupero, il subentrato dell'AS Roma Devyne Rensch — in campo dal 75' — ha sfruttato un assist di Daniele Ghilardi per ridare il vantaggio ai capitolini. Poi, al nono dei supplementari, Britschgi è stato espulso per un secondo giallo, spalancando la strada al rigore che Malen ha trasformato al 101', completando la sua doppietta. L'olandese è stato il mattatore: la sua prima rete aveva aperto le danze, l'ultima l'ha chiusa con freddezza.
La serata del Parma rispecchia un difetto ricorrente nelle ultime gare: tre punti in tre match, con cinque gol subiti. Il copione qui è stato preciso: un'ammonizione che ha accelerato una sostituzione, una difesa scomposta da troppi cambi ravvicinati e un rosso tardivo che ha consegnato alla Roma il penalty decisivo. Gli uomini di Cuesta García hanno mostrato grinta per pareggiare due volte — prima con Strefezza, poi con Keita — ma non la solidità per blindare il risultato.
Al contrario, la Roma di Gasperini racconta una narrazione di forza: tre vittorie consecutive, nove gol fatti e solo due subiti. Il successo a Parma è stato il più sofferto della serie — più agevoli quelli contro Bologna e Fiorentina — ma la capacità di colpire nel finale e di convertire un rigore sotto pressione dimostra una squadra con panchina profonda e nervi saldi. Tredici reti nelle ultime cinque uscite, contro tre al passivo, è il bilancio di una formazione che sa vincere anche senza dominare.
Tra un mese, questa sfida sarà ricordata come quella in cui il Parma ha agguantato il pari all'87' e l'ha comunque buttato via.