Il centrocampista del Como Jayden Osei Addai si avvicina alla fase finale del precampionato da ventenne con tre reti in Serie A all'attivo, in un club la cui rosa sta rapidamente superando il livello necessario per garantirgli un utilizzo costante. Fàbregas, il tecnico dei lariani, ha pubblicamente ammesso che il Como potrebbe essere costretto a disputare la Champions League con appena 16 o 17 effettivi — un monito che sottolinea meno le opportunità per le figure di contorno e più la fragilità strutturale di un club ancora in fase di costruzione dell'infrastruttura adeguata alle sue ambizioni.

Tale ammissione ridefinisce la situazione di Osei Addai in un modo che le precedenti analisi sul suo status di marginale non facevano. Una rosa corta non equivale automaticamente a una porta aperta. Quando un club rileva una carenza di profondità, l'istinto è quello di reclutare all'esterno, non di attingere dal proprio organico. Il presunto interesse del Como per il difensore del Bologna Jhon Lucumi, unito al costante tentativo di acquisire Trevoh Chalobah dal Chelsea, conferma che Fàbregas e la dirigenza stanno guardando altrove. I calciatori già presenti — specialmente quelli ai margini — non rappresentano la soluzione su cui si intende puntare.

I numeri di Osei Addai nella scorsa stagione disegnano un quadro coerente: 12 apparizioni in Serie A, tre reti, zero assist e un voto medio di 6.90. I gol non rappresentano un traguardo di poco conto per un calciatore della sua età, ma l'assenza di assist e il minutaggio limitato suggeriscono un ruolo definito da presenze sporadiche piuttosto che dalla continuità. Il suo punteggio complessivo AI di 50 su 100, con un potenziale massimo di 68, lo cataloga come una risorsa in divenire piuttosto che una pedina imprescindibile per la prima squadra — un giocatore il cui valore risiede in ciò che potrebbe diventare, non in ciò che attualmente offre al livello che il Como ora occupa.

La stagione 2025-26 del club — conclusa con un quinto posto, 68 punti, 61 reti realizzate e solo 28 subite in 37 gare — rappresenta uno standard che esige dal suo centrocampo più di semplici contributi di crescita. Fàbregas ha plasmato una squadra che concede poco e attacca con determinazione, e la competizione per un posto da titolare in questo sistema non accenna a diminuire. Un pareggio per 2-2 nel precampionato contro il Paris FC ha offerto un'anteprima dell'approccio offensivo che il tecnico intende perseguire, sebbene il coinvolgimento del giovane Osei Addai in quella sfida non sia stato riportato.

La scelta del Como di proibire i colpi di testa nella propria accademia giovanile — una misura illustrata pubblicamente da esponenti della società e motivata sia dal benessere dei calciatori che dallo sviluppo tecnico — costituisce un segnale piccolo ma eloquente sulla cultura calcistica che si sta radicando nel club. Si tratta di un progetto a lungo termine. Osei Addai, a soli 20 anni, si colloca al crocevia tra tale progetto e le pressanti esigenze delle competizioni europee: abbastanza maturo per dare il suo contributo, sufficientemente giovane per essere visto come un investimento, ma non ancora così affermato da essere considerato una certezza quando la posta in gioco si fa più alta.

Se la rosa del Como dovesse effettivamente rimanere così esigua come Fàbregas suggerisce, Osei Addai troverà sicuramente il suo spazio. La vera domanda, però, è se tale minutaggio sarà meritato sul campo o semplicemente concesso per pura necessità.