Il centrocampista del Como Jayden Osei Addai si appresta ad affrontare il ritiro pre-campionato 2025-26 con il suo club che si sta muovendo su binari che lo riguardano solo marginalmente. Un 2-2 in amichevole contro il Paris FC, il rinnovo di Da Cunha fino al 2031 e un'ambizione societaria ora proiettata sulla Champions League: i lariani stanno costruendo qualcosa di più grande di qualsiasi singolo individuo, e un classe 2005 con dodici apparizioni in Serie A non è ancora pienamente parte del progetto.
Il punto è semplice: la storica qualificazione del Como alla massima competizione continentale non amplia le opportunità di Osei Addai, bensì le comprime. La squadra di Fàbregas ha terminato al quinto posto con 68 punti in 37 partite, incassando appena 28 reti. Quella solidità difensiva e coerenza tattica riflettono una formazione che opera già a un livello in cui gli esterni devono conquistarsi i minuti contro una concorrenza sempre più qualificata.
I numeri che circondano il giovane Osei Addai raccontano una storia di promessa in attesa di sbocciare. Tre gol in dodici presenze la scorsa stagione è un bottino che farebbe felice la maggior parte dei centrocampisti della sua età, e una media voto di 6.90 suggerisce che ha lasciato intravedere buone cose ogni volta che è stato chiamato in causa. Ma un indice AI complessivo di 50, con un potenziale massimo di 68, lo definisce per ciò che è: un giocatore il cui calcio migliore deve ancora arrivare, non è ancora al top. Il divario tra queste due cifre è dove si colloca attualmente la sua carriera.
Il rinnovo di Da Cunha – 129 gettoni, ora sotto contratto fino al 2031 – consolida le gerarchie. La fedeltà del capitano segnala che il gruppo storico del Como è consolidato e vanta esperienza. Attorno a quel nucleo, Fàbregas avrà bisogno di alternative per affrontare la campagna di Champions League, il campionato e gli impegni di coppa che ne deriveranno. Questa è la tesi a favore della permanenza di Osei Addai in rosa. La contro-argomentazione è che il potenziamento della rosa a questi livelli è più spesso frutto di investimenti sul mercato che di sviluppo in tempo reale.
La decisione del club di vietare i colpi di testa nel suo settore giovanile – con Raphaël Varane coinvolto nella spiegazione dell'iniziativa – è un dettaglio marginale se preso a sé stante, ma racconta di un'istituzione che riflette attentamente sulla formazione e sul benessere a lungo termine dei propri atleti. Se questa filosofia si estenda alla pazienza con un giovane centrocampista che sta ancora cercando la sua dimensione in Serie A è una questione diversa.
Osei Addai non ha bisogno di un trasferimento o di una crisi per trovare la sua consacrazione. Ha bisogno di continuità di impiego, che è precisamente ciò che il turnover in Champions League potrebbe fornirgli. Se Fàbregas gestirà la rosa su più fronti, la media voto di 6.90 del giovane lariano diventa una solida base da cui ripartire. Se invece il club interverrà ancora sul mercato nel suo ruolo, quella base diventerà un mero dettaglio.
Il risultato del test precampionato non cambia nulla della sua situazione. Il rinnovo di Da Cunha cambia il contesto circostante. Osei Addai entra in questa estate come un giocatore il cui valore per il Como è reale ma condizionale, e le condizioni sono stabilite da decisioni prese ben al di sopra del suo ingaggio.