La nuda e cruda verità dell'aritmetica merita un attimo di attenzione. Il Bologna ha terminato la stagione a tre lunghezze dall'Atalanta in classifica, e il confronto diretto – con la Dea vincitrice all'andata per 2-0 – rendeva impossibile ai felsinei colmare il gap, anche in caso di successo a Bergamo. La formazione di Vincenzo Italiano chiude la stagione con 55 punti in 37 gare, frutto di 16 vittorie, sette pareggi e 14 sconfitte. Una vittoria sì autentica, ma la cui incidenza sul verdetto finale era già nulla.

Per Orsolini, la rete ha rappresentato un sigillo significativo su una stagione sì prolifica, ma non del tutto decisiva. In 34 apparizioni in Serie A, l'ala ventinovenne ha messo a segno nove gol e un assist, mantenendo una valutazione media di 6.80. Questi numeri lo eleggono tra i profili offensivi più affidabili di una rosa rossoblù capace di andare a segno 46 volte in campionato – un dato che evidenzia la capacità di colpire gli avversari, ma non con la costanza necessaria per ambire a una spinta europea. Nove reti da un esterno offensivo, impiegato tanto da titolare quanto a gara in corso dalla panchina, rappresentano un bottino rilevante; il singolo passaggio decisivo, tuttavia, suggerisce come la sua incidenza sul gioco, al di là della pura finalizzazione, sia stata più contenuta di quanto desiderato da Italiano.

La marcatura contro l'Atalanta ha rappresentato il decimo contributo diretto del fantasista rossoblù in stagione, includendo anche il passaggio decisivo, ed è giunta in trasferta contro una squadra che aveva concluso il campionato in una posizione migliore rispetto al Bologna. Questo contesto è cruciale. Andare a segno quando la posta in palio è alta è una qualità intrinseca; realizzarlo quando il risultato non può più essere modificato è un monito: l'eccellenza individuale e le lacune collettive possono coesistere nello stesso verdetto.

A 29 anni, Orsolini si trova in quel periodo della carriera in cui il profilo di un calciatore si consolida in maniera definitiva o inizia a perdere nitidezza. Le scelte estive del club emiliano – in termini di reclutamento e ambizioni tattiche – determineranno se le sue cifre, nella prossima stagione, avranno un impatto più significativo in classifica rispetto a quella attuale.